Fabrizio De Andrè: la poesia che diventa musica

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(di Michele Piccoli) – Mai  la poesia si fosse fatta musica di sicuro questa e’ stata scritta da Fabrizio De Andre’ . Una ovvietà per chi  ha amato questo cantante  della scuola musicale genovese  che vede  tra  i principali interpreti oltre che Faber  ( cosi lo chiamavano gli amici  ) Gino Paoli, Umberto Bindi, Luigi Tenco, Bruno Lauzi.

Purtroppo sono di parte, tanto è il mio amore per Fabrizio che posso paragonare i suoi testi pari a quelli di Bob Dylan ai tempi di Blowin’in the wind, ma credo di non essere il solo: la stessa Fernanda Pivano, critica musicale, giornalista e traduttrice dei testi di Hemingway,  lo definì alla stessa stregua.

La storia di Fabrizio e’ sicuramente impressa nella sua Genova, la Genova del vecchio porto  (scaricamento,  i carrugi  del centro storico, Via di Prè, Via del Campo ) basta percorrere il primo tratto di Via di Prè o inoltrarsi per i carrugi del quartiere di San Luca  per capire che solo i volti  sono di diverso colore e le vecchie botteghe oggi sono diventate smercio di prodotti etnici, ma l’umanità se pur cambiata e’ quella raccontata nella celeberrima “Via Del campo“.

Perche’ Fabrizio ha lasciato un ricordo profondo nella canzone d’autore italiana?fabrizio-de-andre-e-dori-ghezzi

Eppure non era una novità. Lo stile francese di Brassens e’ ritrovato in tutto e per tutto nelle sue musiche .

Semplice: la forza di Faber  non e’ la musica,  bensì i testi.   Non e’ possibile  dimenticare la forza di liriche, come  “dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori “. L’ipocrisia della gente raccontata  in Bocca di rosa  Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel Tempio…se non può più dare cattivo esempio” .

Raccontarlo come uomo e’ superfluo tante sono le biografie pubblicate,  esiste addirittura una Fondazione, il suo sito ufficiale etc etc. La sua vita divisa tra Genova, il mare e la Gallura, in Sardegna,  terra che  ha definito come “scelta  da Dio per rappresentare il paradiso”  eppure questa terra gli ha fatto del male.

Hotel Supramonte, Album del 1981. Il Supramonte è il luogo dove De Andrè  venne tenuto per 4 mesi sotto sequestro dalla malavita organizzata della Sardegna: la cosiddetta “anonima sequestri sarda”.

“Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile

grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere

e un invito all’Hotel Supramonte dove ho visto la neve

sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete

passerà anche questa stazione senza far male

passerà questa pioggia sottile come passa il dolore

ma dove dov’è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore”.

Grazie al cielo…… per me ringrazia Dio perché è ancora vivo e può pensare e poter scrivere le sensazioni che prova, senza disprezzare la terra dove è stato prigioniero, dedicando questa lettera a tutti coloro che sono stati prigionieri in quella splendida terra. Infatti la chiama “Hotel Supramonte”.

Poi c’e’  “il MARE”  quello  rappresentato  nell ‘album capolavoro “Creuza de ma”, nessuno, nemmeno la casa discografica avrebbe mai pensato che un album cantato in dialetto genovese fosse accolto con tanto entusiasmo dalla critica e dalle vendite.  Creuza de ma (ovvero sentieri di mare) dove l’animo umano si perde tra i profumi, i suoni e i chiacchiericci di una Genova multietnica da sempre. Complice la musica di Mauro Pagani, l’album resta una delle pietre miliari della canzone italiana; lo tesso David Byrne, leader del Talkin Heads, ebbe a scrivere sulla rivista Rolling Stones che Creuza de ma  è uno dei dieci album più importanti della scena musicale internazionale degli anni ottanta.

Gli emarginati, i diversi, gli ultimi ricordati in quasi tutti i suoi testi. La canzone “Princesa” storia di un trans nell ‘album ” Anime salve ” capolavoro dell’ ultimo periodo.

Questa settimana scelgo per voi una canzone tratta dall’album del 1970  “ La Buona Novella”  Il sogno di Maria, musica e testi di Fabrizio De Andrè .1970LabuonaN

Ateo e anarchico le definizioni piu’ usate per definire  Faber, sicuramente vero, ma la descrizione di  Maria  in questa canzone e’ quanto mai  di piu’  poetico e religioso sia stato scritto in un testo laico.

“ Lo chiameranno figlio di Dio.

Parole confuse nella mia mente,

svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.”

Buon ascolto,

Michele Piccoli

La Buona Novella spiegata da Fabrizio De Andrè:

 

Il sogno di Maria di Fabrizio De Andrè:

 

 

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