Per fortuna esistono capolavori del passato..

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(di Michele Piccinnu, detto Piccoli) Alcuni dischi ti restano  in mente perche’  sembrano scritti  per te e ti affascina ogni cosa, persino la copertina, che guarda  caso ritrae  il titolare del disco facente Dj in uno studio radiofonico nel periodo d’oro della radio anni ‘50 e ’60: stiamo parlando  del capolovoro dal titolo THE NIGHT FLY opera solista  di Donald Fagen, già  leader degli Steely Dan.

Opera per  certi versi autobiografica, ricca di suoni jazz e swing,  da molti  critici di allora  definito anche troppo perfetto  in un  momento in cui la ricerca  della genuinità  era il chiodo fisso di molti artisti. Invece questa perfezione voluta, dalla ormai risaputa maniacalità di Dondal Fagen, ben si addice in questo album ‘notturno’ che per necessità deve lasciar poco spazio al ‘rumore esterno’ ma  solo ai pensieri , le fantasie e le riflessioni di un uomo solo nella notte.

Apparentemente facile, in realtà l’album, che si avvale di collaboazioni prestigiose  (i fratelli fiatisti Brecker, il compianto batterista Porcaro, il chitarrista fusion Carlton, il bassista Jackson e tantissimi altri) e’ tutt’altro che semplice e banale.

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Nove canzoni, veri capolavori. A mio sentire l’apertura “I.G.Y.” (International Geophysical Year, evento scientifico tenutosi nel 1957  dove si discusse di futuro,fotovoltaico e  stazioni orbitanti,  un futuro che poi divverà realtà) è la canzone jazzy pop con  ammiccamenti alla dance che caratterizza di piu’ lo spirito  di Donald  Fagen. Il connubio tra il raffinato jazz  e il pop utilizzando i fiati  che rendono I.G.Y. una delle  canzoni piu’ suonate  nel 1982. Questo album ha il dono  di  riportati indietro nel tempo attraverso i sogni e le speranze di un’ America che stava di fronte alla radio non solo ad ascoltare musica, l’ America del  ‘New Dream’ che poi sarebbe arrivato con i Kennedy.

La notte, sinonimo di  buio, di incubi, di paure  non e’ certo quella  che si potrebbe pensare  di ritrovare in THE NIGHTFLY e  la dimostrazione la troviamo in un altro  brano dal titolo  ‘New Frontier’, blues elettrico, ironico e ritmato, con un imbranato adolescente alla scoperta dell’altro sesso, come protagonista la stessa  I.G.Y. , piena di ottimismo per il futuro (come sopra  ho già avuto modo di sottolineare).

Ritengo come moltissimi THE NIGHTFLY pietra miliare della musica anni ‘80. Certamente  di parte per averlo suonato,  graffiato  negli  studi delle radio dove lavoravo in quel periodo. Se I.G.Y. era un brano da tutte le ore,  io che conducevo un progamma serale  avevo la possibilità di far ascoltare  l’intero album:  ecco che  ‘Walk Between The Raindrops’  e il suo ritmo  riaccende in ogni sera di pioggia  l’occasione per augurare amore sotto l’ombrello agli ascoltatori. MAXINE  resta il mio amore, il brano che identifica la mia giovinezza con lo stesso spirito di chi credeva che l’America fosse la vera terra dei sogni :

 

‘Mentre il mondo sta dormendo, ci incontriamo al Lincoln Mall a parlare della vita’.fagen-donald-5104848153a9e

Oggi la crisi profonda che vive la musica in Italia,  sia per mancanza di idee che di spazi (Talent a parte),  ci permette di affermare che:  meno male  abbiamo ancora migliaia di dischi da riascoltare dal passato  in attesa  del prossimo disco, meritevole di una  recensione  positiva  che non sia solo  la solita marchetta radiofonica  o televisiva.

Buon Ascolto!

 

 

Di seguito ascoltiamo: Maxine e New Frontier

 

 

 

 

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