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Il Teatro Canzone. Intervista a Giulio Casale

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di Francesca Ihle

Giulio Casale, musicista, artista a 360°, voce degli Estra, comincia presto ad affiancare un percorso solista all’attività con la band. Tra le altre cose, è autore di testi per altri artisti: tra questi, Sergio Cammariere, Patrizia Laquidara e Cesare Malfatti. Fin dai tempi degli Estra, i testi dei suoi brani sono ispirati al vivere quotidiano e connotati di elementi simbolici; il loro taglio spesso introspettivo, quasi esistenzialista, procura a Giulio Casale la fama di “poeta rock”.

La formazione degli Estra comprende Giulio Casale alla voce, Eddy Bassan al basso, Nicola “Accio” Ghedin alla batteria e Abe Salvadori alla chitarra. Dopo due demo autoprodotte apparse tra il 1992 e il 1993, gli Estra pubblicano quattro album di studio con CGD East West / Warner Music: “Metamorfosi” (1996), “Alterazioni” (1997), “Nordest Cowboys” (1999), “Tunnel Supermarket” (2001). Nel 2003 esce per Mescal / Sony Music il doppio album dal vivo “A conficcarsi in carne d’amore”. Partecipano a vari eventi, tra cui il Tora! Tora! Festival e Arezzo Wave, collaborano con Vinicio Capossela, Massimo Bubola, partecipano a innumerevoli festival e manifestazioni (tra cui il Concerto del Primo Maggio a Roma) e organizzano tournée molto apprezzate. Gli Estra cessano di fatto la loro attività nel 2003, anche se un decennio dopo affermeranno di non essersi mai veramente sciolti.

Giulio Casale quindi risulta un’artista poliedrico, capace di fondere il teatro alla musica.

Come e quando nasce Giulio Casale?

Artisticamente sono nato nel 1991, anno in cui con la mia band -gli Estra- tenemmo i primi concerti. Da lì in poi la ricerca si è ampliata: non solo musica e testi (e uso della voce) ma anche scrittura pura e recitazione. A guardare bene tutti questi elementi erano però già presenti, da subito, tanto nei concerti quanto nei dischi degli Estra. Poi ho sentito anche il bisogno di staccarmi, di approfondire da solo e con altre collaborazioni tutti questi temi e materie.

Ricordo l’ album IN FONDO AL BLU, ad oggi verso dove ti ha portato?

Sempre più in fondo direi… (ride) Quello è un album che voleva segnare uno stacco rispetto al rock da cui venivo, nel quale cercare un’autorialità più spinta, con arrangiamenti coraggiosi e insieme più rarefatti. Quelle canzoni sono poi diventate la colonna sonora del mio primo vero e proprio spettacolo di teatro-canzone, o di prosa cantata, come a me piace definire il genere.

Ecco. Il teatro canzone: perché questa scelta?

Beh come autore mi è parso un po’ il massimo: scrivere monologhi da recitare e scrivere le canzoni adeguate e arrangiarle, stare in scena in teatri bellissimi, spesso dopo il confronto con un vero regista, tutto questo è molto eccitante. Essere inserito nelle stagioni ufficiali di prosa ha di certo conferito (almeno a tratti) persino un maggior “significato” alla mia proposta artistica.

Le tue canzoni spesso sono introdotte da un tuo monologo, una sorta di protesta sociale, perché?

Mi sta veramente a cuore il mondo, la cosiddetta società, la vita, o meglio: come abbiamo ridotto la vita, a cosa. Forse è in questo senso che tu leggi protesta. In realtà a chiamarmi è una spinta al superamento. Io parto da lì, da quella necessità, anche da quella rabbia se vuoi, ma sempre in nome quanto meno di un’utopia, che mi pare ancora possibile: la fratellanza, la fine della violenza, delle prevaricazioni, la piena consapevolezza individuale quale ipotesi di riscatto. Potrei continuare…

Giulio Casale non è per tutti, Giulio scende nel profondo, scandaglia il fondale dell’ anima in chi lo ascolta facendo emergere i nostri lati più oscuri, per poi risalire in superficie consapevoli, ti ritrovi in questo?

Magari (ride)… Di certo so di aver condiviso un forte tasso emotivo, vibrazionale, con chi viene ad ascoltarmi, e non sottovaluto, non mi pare poco, specie in tempi di virtualità sempre più obbligata.

Nel tuo ultimo album BOOTLEG#3 che ho ascoltato più volte è risuonato in me come una preghiera, un mantra….sia nelle sonorità che nella voce, Giulio curatore di anime?Ti riconosci in questo?Progetti FUTURI?

Ma guarda, dato il perdurante lockdown per noi lavoratori dello spettacolo, mi basterebbe al momento riuscire a tenere vivo il dialogo con le persone (anche le anime, va bene) che mi seguono. Per questo ho aperto pure una paginetta a mio nome su Patreon.com: al momento mi si può trovare là, con un contributo volontario anche minimo. Grazie.

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