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La musica è “scaccia-virus”. Il video del Tenore Fabio Armiliato diventa virale.

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Genova – La musica ai tempi della quarantena riscopre tutta la sua potenza, la forza dei “Fabbricanti di note” per riprendere quella famosa attribuzione indirizzata alle parole con cui si identificava il grande Umberto Eco. In realtà se un nuovo “Fabbricante di note” e uno di parole convergono, si uniscono, nasce una favola contemporanea, coloratissima e con uno sguardo al passato. Di più: si riporta in vita la matrice identitaria se la prosa è resa in dialetto. Capita con la proposta già virale subito dopo l’uscita su Facebook intitolata “A Cansun du Tampun” di Fabio Armiliato.

Ecco perché nell’era dell’ipercomunicazione fermarsi a riflettere con una canzone ironica, ma d’autore, fa la differenza. «E’ nata spontaneamente, parlando con il pianista genovese Dennis Ippolito con cui ho realizzato recentemente una masterclass internazionale al Teatro della Gioventù -spiega il Maestro Armiliato- stavamo ironizzando sulla parola” tampun” per esorcizzare la paura. Scherzi a parte, si rifletteva sui casi del contagio dei vip, soprattutto di Zingaretti, di Porro che ho seguito spesso, fino al tampone preventivo del nostro presidente Toti che era stato a contatto proprio con il segretario del PD». Di solito scrive nella forma del Tango Fabio Armiliato, che ben gli si addice per temperamento, ma anche questo brano è vincente, già dal primo ascolto.

«E’ una canzone che può apparire un po’ dissacrante, è vero -annuisce Armiliato- ma non vuole assolutamente mancare di rispetto verso tutti coloro che stanno soffrendo in questo momento a causa di questa malattia e sopratutto verso coloro che operano per aiutare i malati, che sono davvero degli eroi: è solo un modo di mettere all’angolo il virus. Se ci deprimiamo, dovendo stare forzatamente chiusi in casa, le difese immunitarie si abbassano; se invece reagiamo anche con l’arma del sorriso, con ironia, lo sconfiggeremo. Ridere è una grande medicina. Importante è poi l’occasione di ripetere con forza il messaggio diffuso dai social con gli hashtag #iostoacasa e #celafaremo».

Riporta in vita lo stile del compianto Giuseppe “Beppe” Marzari (Genova, 1900-1974), sampdoriano, di casa in Borgo Incrociati e socio della A.C. Sampierdarenese famoso per la caricatura “O sciö Ratella”. In questo spazio Marzari cantava anche la sigla, ritornello di “Ma se ghe pensö” di Mario Cappello. «Mi ricordo quando la ascoltavo alla domenica, non solo riempiva quei momenti prima della partita, ma era una tradizione -dice Armiliato- era un aiuto per vedere le cose in modo scanzonato».

La Fondazione che guida il tenore e che porta il nome della grande diva Daniela Dessì, ha fatto partire una raccolta fondi per gli ospedali in difficoltà. 

Per info e donazioni potete scrivere a fondazione@danieladessi.com oppure visitare la pagina ufficiale Fondazione Daniela DESSÌ

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