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Nikki Sixx, Slash e tanti altri grandi nomi uniti nella lotta all’abuso di sostanze: “Maybe it’s time” è il video più visto negli U.S.A.

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di Alessandro Nesti

Si intitola “Maybe it’s time” la traccia proposta da un gruppo di artisti appartenenti al pantheon del rock e del metal per sensibilizzare il pubblico, in particolare quello d’oltreoceano, sul costante aumento dell’utilizzo di sostanze stupefacenti. Negli ultimi giorni è arrivato un importante riconoscimento da parte dei telespettatori americani: Music Choice, servizio di streaming che collega tutti i principali network televisivi statunitensi trasmettendo canzoni, videoclip e curiosità sui più importanti artisti della scena mondiale, ha premiato “Maybe it’s time” come video di genere rock più visto della settimana.

Un traguardo importantissimo subito diffuso sui propri profili Instagram dagli artisti coinvolti.

Partiamo dall’anima di tutto il progetto: Nikki Sixx, cofondatore, bassista e principale autore dei brani dei Mötley Crüe (leggendaria band losangelina che ha fatto del binomio “successi nel campo musicale ed eccessi nella vita” il proprio marchio di fabbrica), nonché fondatore, insieme a DJ Ashba e James Michael, dei SIXX: A.M., gruppo del quale è ancora una volta bassista e principale autore.

 

I SIXX: A.M.: da sinistra Nikki Sixx, bassista e principale compositore, James Michael, cantante e DJ Ashba, chitarra solista.

 

E chi meglio di lui, che il 23 Dicembre 1987 ha vissuto l’esperienza che gli ha definitivamente cambiato la vita, dichiarato clinicamente morto per overdose di eroina e riportato nel mondo dei vivi con un’iniezione di adrenalina pompata direttamente nel cuore con una siringa (Tarantino a quanto pare deve aver preso ispirazione per la famosissima scena in Pulp Fiction) poteva essere in grado di radunare amici e colleghi per un’iniziativa tanto importante?

Sixx è da molti anni sostenitore di progetti di recupero per tossicodipendenti, avendo inoltre dato alle stampe il volume “The heroin diaries”, tragico resoconto scritto di proprio pugno sul già menzionato anno 1987, nel quale ha raccontato la sua dipendenza dal più infido e pericoloso tra tutti gli stupefacenti: l’eroina. Il diario è stato poi trasposto in musical, che avrebbe dovuto debuttare nei teatri statunitensi nella primavera del 2020, ma la pandemia che stiamo affrontando ha posticipato l’evento a data da destinarsi.

I dati di numerose ricerche condotte durante e dopo il lockdown hanno dipinto una situazione molto allarmante, con ingenti aumenti di fenomeni di depressione e abuso di sostanze stupefacenti, in particolare oppiacei.

E Nikki Sixx ha deciso, con la collaborazione degli altri due membri dei SIXX: A.M., DJ Ashba e James Michael, di rispolverare un brano edito nel 2016, il già citato “Maybe it’s time”, tratto dall’album “Prayers for the Blessed, Vol.2” che tratta la tematica del ricovero per disintossicarsi dall’uso di sostanze stupefacenti, sostenendo, come si evince dal titolo, che ogni momento è il momento giusto per fare il primo passo verso una vita migliore. La traccia è stata riarrangiata in toni molto più intimistici rispetto alla vena esplosiva che la caratterizzava nella versione originale, e le interpretazioni dei vari cantanti chiamati a collaborare al progetto trasudano esperienze di vite vissute veramente sul filo del rasoio, segnate da ricoveri in centri di recupero, ricadute, coma e famiglie distrutte.

E stiamo parlando di personaggi che il rock non lo hanno solo suonato: lo hanno scavato fino alle fondamenta per costruirne il monumento incrollabile, ne hanno inciso l’essenza sulla loro pelle ricamata di tatuaggi, sondando gli abissi più profondi della vita da rockstar, qualche volta perdendocisi, ma sempre riuscendo a tornare sul palco ancor più motivati e decisi ad emozionare il proprio pubblico.

Al primo posto tra le leggende in questione spicca Slash, lo storico chitarrista dei Guns N’Roses, idolo di migliaia di adolescenti che al solo ascoltarlo suonare la sua Les Paul decidono di imbracciare per la prima volta una chitarra. Nel videoclip in questione l’assolo di chitarra originale è stato sostituito dai fraseggi inconfondibili del guitar hero più emblematico di sempre, anche lui con un passato da eroinomane.

I cantanti coinvolti sono numerosi e appartengono sia a band che di esperienza del mondo dei tour mondiali e degli eccessi ne hanno da vendere, sia a gruppi emersi negli ultimi anni e appartenenti alla nuova generazione di artisti che fondano il proprio successo sulla pubblicazione dei propri lavori su piattaforme di streaming online: alla prima categoria appartengono Joe Elliott dei Def Leppard, band inglese emblema del genere AOR, Corey Taylor, frontman sia degli Slipknot sia degli Stone Sour e Ivan Moody, cantante dei Five Finger Death Punch.

Mentre dall’altra parte troviamo Brantley Gilbert, artista della scena country, Aaron Bruno, frontman degli AWOLNATION, e infine Tommy Vext dei Bad Wolf.

Il videoclip, in bianco e nero, mostra gli artisti in studio di registrazione intenti alla realizzazione del brano mentre alcune didascalie informano lo spettatore sull’agghiacciante situazione derivante dall’abuso di oppiacei:

– Ogni 11 minuti negli Stati Uniti una persona muore di overdose da oppiacei.

– L’overdose è la causa principale di decessi tra gli under 50 negli Stati Uniti.

E la più sconcertante:

– Ogni 15 minuti un bambino nasce con problematiche derivate dall’astinenza da oppiacei.

 

La copertina del progetto, presentato col nome di “Artists for recovery”

 

L’iniziativa è ben più di una semplice campagna di sensibilizzazione: è una mano tesa da parte di chi ha già vissuto esperienze così devastanti verso i 22 milioni di Statunitensi che in questo momento si trovano in centri di recupero, ma soprattutto verso chi ancora non ha avuto il coraggio di fare un passo così importante.

Tutte le royalties derivanti dagli ascolti del brano saranno devolute alla Global Recovery Initiatives Foundation, per permettere di incrementare quanto più possibile le risorse e il personale a disposizione dei centri di recupero per tossicodipendenti.

Il brano è stato inoltre inserito nella colonna sonora del film “Sno Babies”, in uscita negli U.S.A. il 29 Settembre su piattaforme digitali e on demand, pellicola incentrata sull’abuso di sostanze stupefacenti tra i più giovani, la cui protagonista ha 16 anni.

Tutti questi progetti descrivono una realtà sempre più preoccupante non solo per l’altra sponda dell’oceano, ma che riguarda ogni singolo Stato al mondo, anche il nostro.

 

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