Vi presentiamo Naomi Berrill

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Cantante violononcellista e polistrumentista Naomi nasce a Galway (Irlanda) nel 1981. I suoi genitori, insegnanti di musica, hanno avuto un ruolo fondamentale nel suo percorso formativo. Nel 2000 si trasferisce a Glasgow dove studia per l’ Accademia RSAMD: Durante il suo percorso formativo, Naomi ha studiato musica elettroacustica, jazz e folk, affiancando oltre allo studio del violoncello anche quello di pianoforte, canto, chitarra, e violino. Dopo il Diploma Naomi si e’ trasferita in Italia dove ha iniziato gli studi con Enrico Bronzi (Trio di Parma) e Francesco Dillon (Quartetto Prometeo e Ensemble Alterego) presso la Scuola di Musica di Fiesole grazie alla quale incrocia il suo percorso artistico con Musicamorfosi che segna l’inizio di una cambio di traiettoria verso nuovi generi musicali.
Nel 2011 si specializzata in Musica da Camera alla Musik-Akademie di Basilea.
Nel 2010 Naomi ha fondato ed e’ attuale direttrice artistica di “High Notes” un festival musicale che si svolge a luglio di ogni anno sulle Alpi Apuane.
Attualmente Naomi collaborare stabilmente con il Coreografo Virgilio Sieni (direttore della Biennale Danza) e ha avuto modo di sviluppare progetti con Giovanni Sollima, Stefano Benni e i La Crus. Con il regista Francesco Fei ha creato e suonato le musiche del video ‘Lightness’ presentato all’Expo 2015 di Milano.
Nel 2015 ha pubblicato il suo primo album ‘From the Ground’ che è stato disco della settimana su Rai Radio 3 (Farhenith) ed ha avuto un importante riscontro di stampa e pubblico.

 

Naomi imbraccia il suo violoncello come fosse una chitarra piena di poesia, lasciata per sbaglio sulla terra da qualche angelo in ricognizione disperata. “From the ground” (etichetta Musicamorfosi) nasce dall’ incontro di panorami dell’anima, da jam di orchestre emozionanti per cameretta; l’album di debutto è una splendida e soffusa rilettura in chiave personalissima di generi ritenuti di norma incompatibili tra di loro. Nella concezione musicale della Berrill, il barocco di Henry Purcell si intreccia alle canzoni senza tempo di Nick Drake; l’ethos pacifista di Pete Seeger sposa il romanticismo di Schumann e Debussy e l’orgoglio sincopato di Nina Simone. E poi sfilano insieme Bach, Charlie Winston, Elis Regina, Marco Ambrosini, Susanna Wallmrod, Avishai Cohen, Blossom Dearie, Erroll Garner, Lisa HanniganPascal Pinon… Ci si innamora seduta stante della sua visione magica e aperta del suono, per non dire della sua voce: elegiaca, fatata, sognante.

‘From the ground’ è stato concepito tra Firenze, Roma e Milano, passando per la Scozia, e naturalmente per l’Irlanda. Artista onnivora, Naomi restituisce tutti i suoi ascolti, frutto di un’educazione sentimentale trasversale, totale: ma quali steccati tra pop e musica classica, siamo nel 2014. Viaggiare incessantemente, da Glasgow ad Amsterdam, dal Canada alla Svizzera e infine l’Italia, l’ha aiutata poi molto: in ogni posto dove ha studiato e vissuto la cantante-violoncellista ha assorbito un elemento. Il folk della sua terra natìa si è così progressivamente fuso, in lei, al jazz, al barocco, al pop d’autore. E alla sua cifra odierna hanno contribuito anche numerosi excursus artistici, come la collaborazione con i La Crus e col coreografo (e direttore della Biennale danza di Venezia) Virgilio Sieni, quella col New York City Ballet, e con Giovanni Sollima. “From the Ground” contiene tredici arrangiamenti coraggiosi, favolosi, compreso un inedito, una perla di un minuto e cinquanta secondi firmata Almut Schlichting.

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Ecco la tracklist:
From the Morning, scritta da Nick Drake e pubblicata nel 1972.
Between the Bliss and Me, di Vincent Courtois, compositore e violoncellista, un brano del 2006.
Feelin’ Groovy, di Paul Simon, registrata nel 1967.
A New Ground, del compositore inglese Henry Purcell, datata XVII Secolo.
Where Have all the Flowers Gone?, canzone contro la guerra di Pete Seeger, anno 1955.
Softly, As in a Morning Sunrise, tratta dall’operetta “The New Moon” di Romberg & Hammerstein, 1928.
Kind im Einschlummern, dalla Suite per piano solo Kinderscenen, Op.15 del compositore tedesco Robert Schumann.
Baubles, Bangles and Beads, String Quartet in D di Alexander Borodin, testo di Robert Wright & George Forrest.
For Maupai, l’unico brano inedito, scritto dalla mia amica Almut Schlichting.
Lifesaver, di Emiliana Torrini.
Black is the Colour, traditional folk song scozzese.
The Lark in the Clear Air, traditionale irlandese, testo scritto da Samuel Fergusson.
Claire de Lune, dalla Suite Bergamasque per piano solo di Claude Debussy.
We’ll Meet Again, canzone resa celebre dalla cantante Vera Lynn nel 1939.

 

 

 

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