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Grande successo di pubblico per il Festival Mascagni lanciato dalla città di Livorno nell’anno del 130° anniversario della prima di Cavalleria Rusticana

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Questa sera, al Gala sulla Terrazza Mascagni, il Maestro Beatrice Venezi, gli artisti lirici Amarilli Nizza, Sonia Ganassi e Angelo Villari. Special guest come voce narrante, Luca Zingaretti.

Livorno, 11 settembre 2020: grande successo e risultati oltre le aspettative per le iniziative di lancio del Festival Internazionale Pietro Mascagni, che giunge oggi alla serata clou. Organizzato dall’Amministrazione comunale insieme alla Fondazione Teatro Città di Livorno “Carlo Goldoni” nel 130° anniversario della prima rappresentazione di Cavalleria Rusticana, il Festival ha vinto la sua scommessa in un anno difficile, ottenendo una grande partecipazione del pubblico, che ha preso parte agli eventi organizzati nel rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid in vigore. Anche l’attenzione internazionale è testimoniata dalle richieste di connessione dai Festival musicali prestigiosi.

Il Festival si appresta a diventare così un appuntamento di livello nazionale e internazionale in un’ottica pluriennale, in grado di unire note musicali e performance teatrali. Anche le istituzioni stanno riconoscendo l’importanza dell’iniziativa: al Gala di questa sera sarà presente Lorenza Bonaccorsi, Sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo.

Grande la soddisfazione del Sindaco Salvetti, felice di questo successo in un anno complicato. Ancora una volta il grande pubblico si è infatti innamorato sia di Livorno che di un suo grande figlio, Mascagni, dalla musica sanguigna, delicata e appassionata al tempo stesso. Come per la mostra di Amedeo Modigliani, organizzata con successo lo scorso anno, i riscontri positivi sono numerosi, e si uniscono alla consapevolezza che anche le sfide più complesse possono essere superate.

Il numero zero del Festival ha voluto essere un’anteprima di quello che la manifestazione diventerà nei prossimi anni e anche per Simone Lenzi, Assessore alla Cultura del Comune di Livorno, l’impegno sarà volto a continuare a trasmettere l’incredibile ricchezza della città, che ha un carattere autentico ed è straordinariamente creativa, sempre attenta al contemporaneo e allo spirito che lo attraversa.

Da un punto di vista musicale, il direttore artistico Marco Voleri ha sottolineato: “La scelta di puntare su una rassegna di alta caratura artistica per valorizzare e diffondere la produzione di Mascagni, un compositore che ha fatto e continua a fare la storia della musica nel mondo, si è confermata vincente. Nonostante i vincoli imposti dalla pandemia, il pubblico ha aderito con entusiasmo alle iniziative che abbiamo proposto, tant’è che spesso gli eventi sono andati esauriti. Per il Gala lirico, in particolare, tutti gli artisti, dal direttore d’orchestra Beatrice Venezi al soprano Amarilli Nizza, hanno sposato il progetto con entusiasmo; la partecipazione di un attore del calibro di Luca Zingaretti ci ha consentito di creare un fil rouge tra poetica musicale e attoriale”.

“Credo che l’istituzione di un Festival come questo sia un segnale importante per la città di Livorno e per il panorama musicale nazionale, oltre che un un’iniziativa coraggiosa considerando la contingenza”, sottolinea Beatrice Venezi. “Sono molto felice di essere coinvolta nel battesimo di questa nuova realtà, da tempo auspicata per tributare i giusti onori ad un grande innovatore e sperimentatore come Mascagni”.

Protagonisti del Concerto di Gala di questa sera saranno tre artisti lirici che calcano i principali palcoscenici del mondo: il soprano Amarilli Nizza, il mezzosoprano Sonia Ganassi e il tenore Angelo Villari. Sul podio Beatrice Venezi, direttore d’orchestra tra i più promettenti della sua generazione (scelta da Forbes come uno dei 100 giovani under 30 leader del futuro) che guiderà la prestigiosa Orchestra della Toscana. Accanto a loro l’attore Luca Zingaretti che sarà la voce narrante dell’evento, raccontando momenti ispirati ai personaggi delle opere mascagnane e dei suoi contemporanei su testi di Michele Santeramo.

 

La figura di Mascagni

Non solo Cavalleria rusticana. Pietro Mascagni (1863-1945) è un artista che ha segnato la storia della musica dalla fine dell’Ottocento alla seconda metà del Novecento. Un genio diventato celebre fin da giovane quando a 27 anni vinse il Concorso della casa editrice musicale Sonzogno trasformando in un’opera lirica la novella di Verga e scrivendo una pagina cruciale del verismo musicale italiano. Eppure Mascagni è per certi versi un genio “dimenticato”, associato unicamente a Cavalleria rusticana (1890) che ancora entra a piene mani nei cartelloni lirici dei teatri di tutto il mondo. Il maestro di Livorno, dove nacque nel 1863 e dove ha iniziato la sua formazione musicale, è stato prolifico compositore, rinomato direttore d’orchestra, rappresentante dell’Italia in numerosi consessi musicali internazionali, sperimentatore di partiture per il cinema (per il quale scrisse la prima colonna sonora Rapsodia satanica, cosa di cui andò sempre particolarmente fiero). E poi amico di Puccini, intimo di D’Annunzio (un sodalizio da cui scaturì Parisina), legato da un rapporto personale con Papa Pio XII. È autore di 15 opere (fra cui L’Amico Fritz, Guglielmo Ratcliff, Iris, Lodoletta), l’operetta Sì, partiture sinfoniche, numerosi lavori di musica sacra (fra cui la “Messa di Gloria”), e altre composizioni. Insomma, un artista da riscoprire.

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