Intervista a Mario Guarini, famoso Bassista Italiano

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di Margherita Malena – La redazione ha avuto il piacere e l’onore di ospitare il M° Mario Guarini dopo la Master Class all’interno dell’Accademia Musicale della Versilia così da poterlo intervistare e approfondire ciò che sono i suoi successi e le sue esperienze musicali. 

Ci racconti chi è Mario Guarini
Mario Guarini è un musicista, un bassista. Il mio primo incontro con il basso è stato casuale. All’epoca frequentavo la casa di un mio amico appassionato di musica, proprio come me. Un giorno andai a trovarlo e lui era in cantina con il suo gruppo a provare dei brani e quella fu per me la prima volta in cui vedevo una band, ma soprattutto il basso, quello strumento che poi mi avrebbe accompagnato per tutta la mia vita.

Dopo aver fatto varie esperienze nella mia cittadina, in mille gruppi diversi, mi sono trasferito a Roma, dove ho iniziato a studiare all’Università della Musica. Qui ebbi l’occasione di incontrare Massimo Morriconi, grande insegnante di basso elettrico che mi ha aiutato molto e che è stato per me di forte ispirazione. Nella grande città ho avuto occasione di confrontarmi con molti musicisti, fino a quando a 19 anni ebbi la mia prima tournee con Nada e da lì è stato tutto un crescendo, un gradino alla volta. Ho suonato con Gino Paoli, Samuele Bersani e molti altri  , fino a quando nel 2004, a 30 anni , tramite un’audizione, sono stato scelto per suonare nel tour “ Crescendo” di Claudio Baglioni e con cui collaboro da più di 10 anni.

 Nel corso della sua carriera ha avuto l’onore di poter collaborare con grandi cantanti. Qual è stata l’esperienza che più l’ha segnata?

Nella mia carriera ho accompagnato tanti grandi cantanti ed interpreti ed ognuno di loro ha avuto qualcosa da insegnarmi, su come gestire uno spettacolo, su come scrivere una canzone, sull’intrattenimento del pubblico. Ho mille aneddoti ed esperienze diverse vissute con loro, quindi per me con ogni artista è stata un’esperienza speciale. Collaboro ormai da molti anni con un grande cantante e musicista, Claudio Baglioni, con cui ho un rapporto molto speciale e lo stimo molto sia come musicista che come professionista dello spettacolo. Per me lui rappresenta un esempio di come si possono ottenere grandi risultati senza perdere mai la serietà in quello che si fa ed il rispetto per il pubblico

E’ uscito da poco il suo primo disco solista   “Now it’s my turn” . 

Dopo aver accompagnato tanti cantanti, nella mia esperienza più che ventennale di professionismo nella musica leggera in Italia, ho deciso di fare un disco mio e di proporre la mia musica ed è per questo che l’ho intitolato “Now it’s my turn”, adesso tocca a me. La cosa più difficile è stata trovare un motivo ed un’unione tra tutti i brani. Per produrre un disco bisogna avere un progetto ben definito, altrimenti si rischia di mettere insieme un’accozzaglia di brani con stili diversi, soprattutto nel caso della musica strumentale. Ma la difficoltà maggiore nel mio caso è che il basso è uno strumento che serve per accompagnare, quindi nella veste di solista snatura quello che è il suo ruolo specifico. Nel brano “Now ii’s my turn”, titolo del disco, ho trovato una sintesi, cioè un approccio che mi permetteva di accompagnare il brano da bassista e contemporaneamente a rivestire il ruolo del leader, di colui che fa i temi. Gli altri brani sono poi venuti da sé e tutto questo grazie anche alla collaborazione di artisti come Vinnie Colaiuta, Mike Stern, Simon Phillips e Richard Bona e artisti italiani, come Fabrizio Bosso,  che sono stati per me ispirazione. Questa esperienza è stata per me come una ciliegina sulla torta, dopo molti anni di carriera.

Dal 2015 porta in giro per tutta l’Italia il seminario “ Come diventare un musicista migliore”. Cosa lo ha spinto a scegliere l’Accademia Musicale della Versilia? 

 L’insegnamento è stato per me un aspetto importantissimo, fin dai primi anni in cui mi sono trasferito a Roma. Nel corso degli anni ho avuto numerosi allievi ed è grazie a questo che ho allargato le mie vedute anche aldilà della musica leggera. Purtroppo con gli impegni lavorativi era per me sempre più difficile mantenere un rapporto regolare con le scuole ,quindi, oltre ad insegnare privatamente, ho iniziato a portare in giro questo seminario che mi permette di mantenere un contatto con gli allievi condividendo la mia esperienza. Io penso di essere un esempio per i ragazzi, in quanto sono partito dalla provincia ed ho seguito tutto un cammino x poter diventare un musicista professionista.

Dal titolo “ Come diventare un musicista migliore” perché lo scopo del seminario è trovare ciò che c’è da migliorare per poter affrontare poi la prima occasione lavorativa. Sono molto felice di aver fatto il seminario nell’Accademia Musicale della Versilia perchè è una realtà nuova, vivace e fatta da giovani professionisti pieni d’entusiasmo e questo secondo me è un fattore fondamentale  . Credo che le scuole come l’Accademia Musicale della Versilia stiano dando un grande contributo sociale nelle loro città, portando cultura e unione tra i ragazzi e portandoli ad appassionarsi ad un mondo meraviglioso come quello della musica.

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