La Grande Notte del Jazz

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Brescia – Dopo il grande successo delle prime due edizioni, torna sabato 13 aprile La Grande Notte del Jazz che dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata accoglierà nelle sale del Teatro una non-stop dedicata alla musica jazz e alle sue innumerevoli sfaccettature. Attraverso specifici percorsi il pubblico potrà ascoltare artisti italiani e internazionali che si cimenteranno in concerti, prove aperte per i più giovani e performance inattese.

Un’immersione totale nella musica jazz, una maratona notturna che si preannuncia ancora una volta imperdibile per gli appassionati del genere: 7 ore di musica non-stop, 16 concerti, e 42 artisti provenienti da Italia, Olanda, Danimarca, Svizzera, Inghilterra e Giappone.

L’obiettivo del progetto è quello di esplorare l’orizzonte contemporaneo della musica jazz, offrendo spunti originali e innovativi, nonché occasioni d’incontro e contaminazione tra i linguaggi. Il tutto condensato in un’unica notte di musica che, come di consueto, avrà anche alcuni appuntamenti a corollario.

Oltre alla Sala Grande che ospiterà il concerto di apertura, saranno i luoghi inaspettati e le sale più raccolte del Teatro – Ridotto, Salone delle Scenografie e Sala Palcoscenico Borsoni – ad accogliere a rotazione i differenti progetti artistici, affinché l’intimità della fruizione e la prossimità con i musicisti possano amplificare ancor più la suggestione scenica.

Per partecipare alla Grande Notte del Jazz il pubblico sarà nuovamente invitato a scegliere uno dei tre affascinanti percorsi di ascolto intorno ai quali si snoda il programma: Air, Ground, Fire. Il primo, Air, prevede lavori più evanescenti, meditativi, intimi; Ground è invece prevalentemente legato ai linguaggi del passato (tradizione jazz, canzone folk, rock), anche se non in via esclusiva; infine, il percorso Fire si concentra su musiche più “espansive”, decise e audaci.

I tre percorsi si apriranno alle ore 19.00 in Sala Grande con il concerto della ICP Orchestra. Han Bennink – colonna portante di questo ensemble composto da dieci elementi – è un batterista e compositore olandese, figura chiave del jazz europeo. Ha suonato con tantissimi musicisti dagli anni ‘60 ad oggi ed è considerato un pioniere. Nel 1967 insieme al pianista Misha Mengelberg crea ad Amsterdam l’Instant Composers Pool Orchestra (Icp), collettivo d’improvvisatori che trova nell’omonima etichetta discografica il mezzo per documentare le proprie esplorazioni musicali. Mengelberg è scomparso nel 2017, ma l’instancabile ICP Orchestra continua a tenere in vita le sue visionarie composizioni e durante la serata del 13 aprile proporrà sia brani classici di Thelonious Monk e Duke Ellington, sia momenti di pura improvvisazione e brani originali. Un forte richiamo per gli appassionati, ma anche un omaggio a una generazione di musicisti che ha saputo unire la tradizione con la sperimentazione.

Dopo l’evento di apertura in Sala Grande, al pubblico che avrà scelto il percorso Air verrà proposto come secondo appuntamento della serata il concerto del Jesper Zeuthen Trio, alle 20.30 nel Salone delle Scenografie: considerato a buon diritto tra i più influenti protagonisti del jazz scandinavo degli ultimi quarant’anni, il danese Zeuthen vanta collaborazioni con nomi quali Don Cherry, Terry Riley, Paul Motian

e Bill Frisell. Il suo personalissimo approccio allo strumento lo rende uno degli improvvisatori più originali e coraggiosi della sua generazione. In questo trio è affiancato dal bresciano Roberto Bordiga (contrabbasso) – da alcuni anni residente a Copenhagen – e dal batterista Thomas Præstegaard. Nel Ridotto del Teatro alle 22.15 la voce di Elena Tavernini e il basso di Giacomo Papetti porteranno in scena “All the world is green”, un progetto che si confronta con la musica di Tom Waits: una sfida vincente giocata sul filo sottile dell’astrazione, dove nel ricercato gioco timbrico e nell’arguzia dell’interpretazione vengono rilette, senza ostentazione, le note del cantautore americano, rivelandone inedite prospettive sonore. Ultima tappa nella Sala Palcoscenico Borsoni alle ore 24.00 per ascoltare Federica Colangelo, pianista e compositrice romana che, dopo il diploma in pianoforte, si è perfezionata ad Amsterdam, a contatto con la spumeggiante scena olandese. Nella sua musica improvvisazione e composizione procedono strettamente legate. Il progetto “Acquaphonica” che porta a Brescia per la Grande Notte del Jazz vede coinvolti anche Michele Tino (sassofono), Marco Zenini (contrabbasso) e Ermanno Baron (batteria).

Per chi sceglierà il percorso Ground, la serata proseguirà alle 20.30 nel Ridotto del Teatro con il trio della violinista e compositrice Eloisa Manera, già ospite della prima edizione della Grande Notte del Jazz con il suo più ampio Ensemble. Il 13 aprile sarà al Teatro Grande con il suo Trio composto dai musicisti Simone Zanchini (fisarmonica) e Marco Remondini (violoncello, elettronica). Il gruppo porta le sonorità della musica classica nella contemporaneità dei nostri giorni: un viaggio musicale di invenzione a tre voci in cui antico e moderno si fondono generando una fuga cromatica dagli schemi. A seguire alle 22.15 nella Sala Palcoscenico Borsoni verrà presentato il progetto “Solo Piano” di Kit Downes, pianista, tastierista e compositore trentenne britannico, vincitore di premi e noto già da un decennio al pubblico del jazz e della musica contemporanea. Il suo stile, caratterizzato tanto da una fitta e dettagliata mappatura ritmica quanto da un’intensa vena melodica, impreziosisce sia la rilettura delle proprie minuziose composizioni, sia i momenti di improvvisazione più libera ed esplorativa. Infine, alle ore 24.00, il Salone delle Scenografie ospiterà Enrico Terragnoli Trio. Musicista curioso ed eclettico, fin dagli anni Ottanta, Terragnoli (chitarra, tastiera) si muove con estrema disinvoltura ai confini tra jazz, rock e musica caraibica, collaborando con musicisti di rilievo internazionale (Fred Frith, Greg Cohen, Chris Speed, Franco D’Andrea). La sua scrittura è diretta e riconoscibile tanto quanto il suo particolarissimo stile strumentale che qui si affianca a quello dei colleghi Danilo Gallo (contrabbasso) e Zeno De Rossi (batteria).

Gli spettatori che opteranno per il percorso Fire, subito dopo il concerto in Sala Grande verranno condotti verso la Sala Palcoscenico Borsoni dove alle 20.30 si esibirà il Nicolas Masson Quartet composto dai musicisti Nicolas Masson (sax tenore e soprano, clarinetto), Colin Vallon (pianoforte), Patrice Moret (contrabbasso) e Lionel Friedli (batteria). Attivo da oltre un decennio, il quartetto di Nicolas Masson è una delle formazioni più significative provenienti dall’effervescente panorama jazz elvetico; si muove in un territorio di confine tra una cristallina rarefazione di stampo nordico e le tessiture più urbane del jazz newyorchese. Alle 22.15 il Salone delle Scenografie ospiterà Roger Rota “Octo”: scrittura e improvvisazione sono due costanti nella carriera, ormai ultratrentennale, del sassofonista bergamasco Roger Rota. Una miscela sonora, con percentuali via via diverse, che arriva a essere esplosiva quando è portata in scena da questo ensemble di otto elementi, animato da alcuni dei migliori musicisti della nuova generazione: Eloisa Manera (violino), Francesco Chiapperini (sax alto, clarinetti), Andrea Ferrari (sax baritono, clarinetto basso), Andrea Baronchelli (trombone), Alberto Zanini (chitarra), Roberto Frassini Moneta (basso), Filippo Sala (batteria), oltre allo stesso Roger Rota (sax soprano, composizioni, arrangiamenti). Le loro composizioni fondono intricate polimetrie, impulsi ritmici esuberanti, fasce sonore a più livelli e suggestive ricerche timbriche, aprendosi a squarci di libertà e a memorabili lampi lirici. Federica Michisanti, contrabbassista romana, vincitrice del referendum “Top Jazz 2018” come miglior nuovo talento, sarà protagonista con il suo Trio della performance in programma alle ore 24.00 nel Ridotto del Teatro. Nella formazione qui presentata – intima e senza l’ausilio di strumenti armonici né di percussioni – si possono apprezzare appieno anche le sue indiscusse qualità di compositrice dallo spiccato lirismo e con una predilezione per il respiro collettivo. Al suo fianco Francesco Bigoni (sax tenore) e Antonello Sorrentino (tromba).

Durante gli intervalli tra i concerti nelle sale minori, gli spettatori dei tre percorsi saranno invitati a incontrarsi in Sala Grande per due esibizioni estemporanee di Yoshitake Expe (chitarra, elettronica ed effetti): direttamente da Osaka, uno straordinario musicista che sa unire senza timori jazz, funk, techno, musica brasiliana, sperimentazione e ambient music. Le sue esibizioni solitarie possiedono la perizia strumentale di un recital acustico, l’imprevedibilità di una session improvvisata e la potenza di un dj set.

Yoshitake Expe sarà inoltre protagonista della performance “Space Guitar” rivolta a tutta la città che si terrà alle ore 17.30 in Corso Zanardelli. È questo uno degli appuntamenti satellite della Grande Notte che, oltre alla maratona notturna, disperderà nella città pillole di jazz già dal giorno precedente.

Per il 12 aprile alle ore 19.00 è infatti previsto nella splendida Chiesa di Santa Maria della Carità uno straordinario concerto offerto alla città (ingresso libero fino a esaurimento posti). Protagonista sarà il pianista Kit Downes, il cui più recente lavoro in solo, denominato “Obsidian”, è una ricerca personale e altamente suggestiva, un ritorno allo strumento studiato nella giovinezza: l’organo a canne. Ispirato in gran parte dalla musica sacra di Olivier Messiaen, ma anche forte delle consistenti esperienze nell’improvvisazione e nella musica popolare inglese, Downes ha creato un proprio speciale percorso, fatto di raccoglimento meditativo ma anche di innovazione timbrica, melodica e ritmica. Kit Downes porta “Obsidian” a Brescia in prima assoluta: un lavoro profondo, caratterizzato da una fine potenza comunicativa in grado di suscitare, anche nelle generazioni più giovani e nel pubblico meno avvezzo al repertorio liturgico classico, curiosità verso uno degli strumenti più affascinanti e complessi mai creati da mano umana.

La giornata del 13 aprile partirà alle ore 10.00 con gli “Ascolti Jazz” che proseguiranno fino alle 17.00 nella Sala delle Statue del Teatro, liberamente accessibile: grazie ai raffinati dispositivi di riproduzione sonora messi a disposizione da STEREO BOX, i visitatori potranno ascoltare in cuffia una sequenza di tracce selezionate tra i lavori degli artisti della Grande Notte del Jazz.

Alle ore 11.00 sarà riservata alle scuole secondarie di primo e secondo grado la Prova aperta del concerto di Eloisa Manera Trio che nel suo progetto fonde musica classica, ma anche libera improvvisazione, suoni acustici ed elettronici, jazz. I ragazzi potranno quindi entrare in contatto diretto con gli artisti e dialogare con loro in una sorta di lezione-concerto. I posti sono limitati e la partecipazione è gratuita previa prenotazione al numero 030 2979324 o alla mail didattica@teatrogrande.it entro mercoledì 4 aprile.

Dopo la maratona di concerti, a fine serata verrà infine riproposta la “Late Night Jam”: alle ore 01.15 gli artisti della Grande Notte del Jazz si ritroveranno per una chiusura di serata in stile jazz club. I posti per partecipare alla “Late Night Jam” sono limitati e acquistabili in Biglietteria al costo di 5,00 euro solo in abbinamento a un carnet.

I carnet dei tre percorsi (intero 30,00 euro; ridotto under30 e over65 20,00 euro) saranno in vendita dal 16 marzo alla Biglietteria del Teatro Grande, sui siti teatrogrande.it e vivaticket.it e in tutte le filiali abilitate di Ubi Banca in Brescia e provincia (orari di apertura della Biglietteria del Teatro Grande: dal martedì al venerdì dalle 13.30 alle 19.00 e il sabato dalle 15.30 alle 19.00). I concerti non verranno venduti singolarmente.

La Grande Notte del Jazz è un progetto della Fondazione del Teatro Grande di Brescia realizzato con la collaborazione artistica di Emanuele Maniscalco e Luigi Radassao.

Si ringraziano la Diocesi di Brescia e la Parrocchia della Cattedrale.

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