MARCONDIRO: lo sperimentatore dell’arte popolare colta

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Il progetto artistico MARCONDIRO è ideato e prodotto da Marco Borrelli, sperimentatore dell’arte popolare colta.
Il nome è tratto da una famosa canzone guerrafondaia, basta leggerne  il testo per dedurlo, pensata per essere eseguita dai bambini (ma forse di più a quelli cresciuti).
Nato a Cosenza il 20 dicembre 1976, da padre calabrese e madre campana, fin da piccolo viene affidato alla Nonna Strega buona di Benevento, che gli canta canzoni non adatte ai bambini.
All’età di 6 anni, una mattina tornando da scuola, scopre il necessario bisogno di inventare melodie e nei giorni a seguire, nel tragitto verso casa, ne inventa diverse, alcune delle quali appartengono al suo attuale repertorio SIAE.
In quegli anni, fornito di un pianoforte giocattolo, cerca e trova ad orecchio qualunque linea  melodica proveniente da qualsiasi mezzo di comunicazione di massa.
Intraprende di lì a poco lo studio della musica, prediligendo sempre il metodo autodidatta e la scelta personale di un Maestro.
Studia orchestrazione Jazz, contrappunto e composizione classica.

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Frequenta e si laurea con lode al D.A.M.S all’Università della Calabria, specializzazione in Etnomusicologia.
Gli anni dell’università sono caratterizzati dalla ricerca nel campo della musica elettronica e della musica popolare.
Realizza ed allestisce alcuni spettacoli di teatro sperimentale.
Nel 2001 coproduce il primo CD dei Konsentia, gruppo di musica “elettroetnika”, distribuito dalla CNI con i quali ha collaborato in qualità di tastierista e arrangiatore in studio e dal vivo.
Dal 2003 al 2006 è in tournee con lo spettacolo musicale di sua ideazione: Radioconcerto, un tributo alla storia della Radio in Italia, che presenta in Canada (ottobre 2004) ed a Dublino (Novembre 2005) e con la rielaborazione della canzone “Parlami d’amore Mariù” arriva in finale all’ “I Tim Tour 2004”.
Dal 2008 compone colonne sonore e musiche da film edite da Rai Trade ed andate in onda su Rai 1 e Rai edu1 e per la trasmissione Geo&geo di Rai 3.
Fondamentale nel percorso di formazione musicale, l’incontro con Angelo Cioffi, con il quale realizza le registrazioni del disco di debutto e di quello successivo.
Il 19 Aprile 2011 esce il disco SpettAttore per la Just1 di Angelo Di Martino, distribuito nei negozi e mediastore dalla Halidon srl.
Vincenzo Mollica recensisce nella rubrica del Tg1  ” DoReCiakGulp”  del 22 settembre 2012 il videoclip del singolo Il Salto tratto dal disco SpettAttore, definendolo originale.
Il 4 marzo 2014, esce in anteprima su Lo spettacolo e Quotidiano Nazionale, il video del singolo PAGLIACCI&pagliacci, in onda  il 3 maggio dello stesso anno, sul settimanale del TGR RAI Calabria
Nel 2015 fonda la Parodoi , casa di produzione artistica ed etichetta discografica.
L’11 Maggio 2015 esce in anteprima su L’Espresso il video art: La Fiera, subito dopo video della settimana sul magazine Rumore.
Il 26 Maggio 2015 esce in tutti i negozi e mediastore la PARTE 1 del secondo disco OMO L’Evo-Mediatico In-Forma-Canzone. Etichetta Parodoi.

Venerdì 13 maggio uscirà il secondo disco, sempre con etichetta Parodoi e distribuito negli stores digitali da CNI, e anche in formato vinile.

 

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“La Fiera” è primo brano della triologia sui rapporti d’amore, estratto dal disco di prossima uscita del progetto MARCONDIRO.

Ho scritto La Fiera,come indagine sui mondi maschile e femminile, che  riflettono su se stessi, dialogano, si amano e si fanno guerra, sul campo dei rapporti di coppia.

La società contemporanea, figlia unigenita dei grandi cambiamenti del XX secolo, non ha risposte, su cosa vuol dire oggi l’ essere uomo e l’essere donna.

L’incomprensione e l’incomunicabilità, hanno il sopravvento sulla comunione degli spiriti e degli intenti. Dovremmo chiederci perdono.

Quando finì di scrivere il testo di questa canzone, sentii l’esigenza di dare voce a questa richiesta di perdono, con una antica preghiera , il “kyrie”.

Senza troppe pretese e aspettative, decisi di ricontattare il caro fratello Jacques, allora priore della Certosa di Serra San Bruno (VV)  e sapere cosa ne pensasse di questo brano e se potesse mai interessare ai monaci della Certosa, registrare un cantus firmus, scritto proprio pensando alla loro grande Energia Spirituale.

Con mia grande e piacevole sorpresa Fra Jacques, apprezzo molto la canzone ed acconsentì alle registrazioni.

Dopo alcune prove in Certosa, il novembre del 2013, io insieme al fonico Angelo Cioffi ed al documentarista Nino Cannatà, ci recammo a Serra San Bruno per registrare e documentare con riprese video l’evento, nel capitolo facente parte dell’antico edificio del 1500..

La mattina del nostro arrivo, la nostra piccola troupe apprese che la sera prima, in seguito ad un nubifragio, il museo della Certosa si era allagato.

Quella mattina il cielo era terso e non vi era quasi traccia dell’accaduto.

Con grande stupore da parte nostra, Fra Jacques, Fra Paolo e Padre Francesco, vollero  comunque effettuare le registrazioni.

Questo è stato per noi un gesto di sublime umanità e di forza spirituale, che ci ha commossi.

Decidemmo che bisognava in qualche modo ringraziare di tutta la loro fraterna accoglienza e generosità.

Questo video è il nostro modo di ringraziarli dal profondo del cuore!

Il concetto del video, come quello del disco, si bassa sul dualismo: volontà superiore e volontà umana, cultura mistica e cultura popolare, emisfero femminile ed emisfero maschile.

Le figure dei monaci della Certosa, si alternano alle “Parche”, Atropo, Cloto e Lachesi, in costumi tradizionali del sud Italia, in particolar modo della Calabria, terra che figure di grandi Mistici del basso medioevo si sono trovati a percorrere e scegliere come casa di silenzio.

San Bruno, come Gioacchino da Fiore (che idealmente si incontrano nel video de “La Fiera”), hanno abitato questo silenzio.

L’evo-Mediatico (sottotitolo del nuovo disco) che ci ospita, visitatori di passaggio, in carne, ossa e profili virtuali, fa invece molto rumore.

(Marco Borrelli)

 

Di seguito ascoltiamo: PAGLIACCI&pagliacci, Lettera del Vampiro (alla Vamp), Il Salto, La Fiera, RICORDI IMMAGINATI

 

 

 

 

 

 

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