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Addentriamoci nel misterioso mondo della sonata!

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di Gabriele Cupaiolo

È previsto per il 2 aprile, ore 16.00 – al Teatro della Pergola – e per il 3 aprile, ore 21.00 – al Saloncino della Pergola – un fantastico viaggio musicale tra i meandri del Classicismo, del Romanticismo e della Modernità, grazie alla sapiente guida di due grandi professionisti come Andrea Lucchesini e Giovanni Bietti.
 

Srotolando il dipanato filo della storia della musica, la Sonata di carattere strumentale rappresenta senz’altro uno dei generi più poliedrici ed eclettici mai toccati da mano di compositore. Per buona parte del XVIII secolo la sua identità era a tal punto poco definita che neppure si sarebbe potuto attribuire un nome univoco a questo genere: era definito Divertimento da Haydn, Esercizio da Domenico Scarlatti, Sonata, Canzona e Ricercare da altri autori di spessore. Sarà solo ad inizio Ottocento, con lo straordinario corpus beethoveniano – definito da un musicista come Hans von Bülow “il Nuovo Testamento della musica”, in contrapposizione alle creazioni per clavicembalo di Bach -, che il termine Sonata inizierà ad identificare il genere pianistico come definito dalla manualistica più accademica, nel suo dispiegarsi entro le categorie della Forma Sonata, delle Romanze, degli Scherzi e dei Rondò, ovvero entro i tempi degli Allegro, degli Andanti e degli Adagi, degli Allegretti: inoltre, tutti i grandi compositori romantici – da Schubert a Chopin e Liszt, da Schumann a Mendelssohn, a Brahms, perfino a Wagner – si misureranno con le portentose architetture di questo grandioso monumento formale, non senza dar vita a quel tipo di nuovi stilemi che sono soliti caratterizzare il genio più brillante.

Ancora nel XX secolo alcuni dei grandi compositori – si pensi a Stravinskij, Prokofiev e Berg – opereranno entro questo monumentale genere musicale, dando origine a quelle che risultano inevitabilmente tra le loro composizioni pianistiche più impegnate.
Attraverso il tempo la Sonata per pianoforte subisce, dunque, numerosi mutamenti, che non di rado si verificano persino entro il corpus del medesimo autore; Nonostante ciò, pochi altri generi strumentali preservano una coerenza estetica di tale spessore, cosicché una sonata di Beethoven dialoghi in profondità tanto con un Liszt quanto con un Haydn, così come un Berg tanto con un Brahms quanto con un Mozart.
Proprio per questo confrontando, spiegando, eseguendo alcuni dei capolavori appartenenti a epoche diverse tra loro, Andrea Lucchesini e Giovanni Bietti intendono proporre un modo nuovo, più ricco e consapevole, di ascoltare la Sonata, così da introdurci o reintrodurci al genere che ancora oggi costituisce uno dei cuori del repertorio pianistico.

Educato alla rinomata scuola pianistica di Maria Tipo, Andrea Lucchesini s’impone all’attenzione internazionale fin da giovanissimo, grazie alla vittoria del Concorso Internazionale “Dino Ciani” presso il Teatro alla Scala di Milano. Da allora si esibisce ovunque a diretto contatto con le orchestre più prestigiose e coi più importanti direttori del globo, mettendo in evidenza con naturalezza un raffinato connubio tra solidità di impianto formale, attenta cura del puro suono, capacità di sfumature timbriche e oratorie. Convinto che la trasmissione del sapere musicale alle nuove generazioni rappresenti un dovere morale – ancor più che una semplice passione – Lucchesini si dedica da tempo anche all’insegnamento, attualmente presso la Scuola di Musica di Fiesole, della quale è stato fino al 2016 direttore artistico. Tiene sovente masterclass presso importanti istituzioni musicali italiane e non, tra cui il Mozarteum di Salisburgo, e dal 2008 è Accademico di Santa Cecilia. Nel 2017 ha ideato per gli Amici della Musica di Firenze il progetto artistico fff Fortissimissimo Firenze Festival, al fine di creare uno spazio adatto ai giovani talenti italiani. Sempre nel 2017 è stato nominato direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana.

Musicologo, compositore e pianista, Giovanni Bietti è ritenuto uno dei più rappresentativi ed emblematici divulgatori musicali italiani. Costituisce una delle più note voci radiofoniche delle Lezioni di musica (seguitissima trasmissione settimanale di Rai-RadioTre), e ha pubblicato alcuni libri su Mozart (Laterza, 2015), Beethoven (Laterza, 2013), Haydn (EDT, 2020) e sul Sinfonismo Viennese (Edizioni Estemporanee, 2012). Tra i suoi testi più recenti troviamo Lo spartito del mondo (Laterza, 2018), dedicato alla capacità tutta propria della musica di far dialogare tra loro culture diverse, e La musica della luce (Laterza, 2021), inerente al rapporto tra Illuminismo e mondo dei suoni.
Tiene con regolarità delle vere e proprie lezioni-concerto presso molti dei più prestigiosi Enti italiani: Teatro alla Scala, Teatro La Fenice, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Bellini di Catania, Festival Mito-Settembre Musica di Torino e Milano, Bologna Festival, Teatro Lirico di Cagliari, Ravello Festival presso il Teatro Regio di Parma, Sferisterio di Macerata, Teatro delle Muse di Ancona, Teatro Valli di Reggio Emilia, Festivaletteratura e Orchestra da Camera di Mantova, Orchestra Sinfonica Siciliana. Collabora poi regolarmente all’organizzazione di alcuni importanti eventi internazionali, come ad esempio il Festival internazionale di Cartagena, in Colombia.
Tra le sue apparizioni televisive si ricordano le cinque puntate di SuperQuarkMusica su RaiUno, accanto a Piero Angela, e le recentissime 12 puntate di Musica da camera con vista su Rai5, delle quali lo stesso Bietti è ideatore e conduttore.

 

Programma d’esecuzione:

BARTÓK: Sonata per pianoforte, SZ 80 (primo movimento)
 LISZT: Sonata in si minore
 BEETHOVEN: Sonata n. 30 in mi maggiore, op. 109

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