Alfonso Todisco incanta con Il Barbiere di Siviglia.

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di Giorgiana Strazzullo

Applauditissimo lo scorso 27 maggio il debutto del direttore d’orchestra Alfonso Todisco allo State Opera di Ruse, in Bulgaria, con l’opera buffa di Giacchino Rossini in cartellone nella stagione 2021- 2022. Alla regia il noto Basso lirico Orlin Anastasov (classe 1976) che ha dato vita ad un originale e moderno spettacolo con l’orchestra, coro e solisti del Teatro dell’Opera di Ruse: Alexander Baranov nel ruolo del Conte di Almaviva, Alexander Krunev nelle vesti di Figaro e Teodora Chukurska interprete di Rosina.

In seguito all’ottimo lavoro svolto da Alfonso Todisco, in qualità di assistente, nello stesso Barbiere di Siviglia e nella Lucia di Lammermoor (eseguiti rispettivamente nella stagione 2020 e 2021) è stata data al meritevole direttore, classe 1994, la felice opportunità di salire sul podio del teatro tra i più importanti e attivi della Bulgaria come direttore principale debuttando con il Il Barbiere di Siviglia: opera in due atti e capolavoro assoluto di Gioacchino Rossini (1792 -1868), scritto in 12 giorni (eseguito per la prima volta il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma) con il libretto di Cesare Sterbini e tratto dalla commedia omonima francese di Pierre Beaumarchais del 1775.

Il direttore nato a Castellammare di Stabia – lasciandosi ispirare dall’incantevole città di Ruse (chiamata la piccola Vienna per somiglianza e vivacità musicale) e dalla prestigiosa formazione in composizione e in direzione con Nicola Samale, Daniele Agiman e al MUK di Vienna – ha dato vita ad un suono tipicamente italiano già dalle prime note della Sinfonia.

L’orchestra e la compagine si sono sentite forti della naturalezza con la quale il direttore ha concertato l’intera opera. L’esecuzione risulta colorata e ben calibrata.
La leggerezza del suono è elemento essenziale con il quale il gesto del direttore risolve il grattacapo delle ripetizioni e delle omoritmie che contraddistinguono la scrittura “eterna” di Rossini.

Felice la scelta del tempo nella gestione del tipico crescendo rossiniano.

Dalle Cavatine Largo al factotum di Figaro e Una voce poco fa di Rosina si apprezzano le scelte direttoriali di focalizzarsi sulla brillantezza del suono, l’attenzione alla tradizione della prassi esecutiva e i colpi d’effetto dei subito piano, ben marcati, che conferiscono dinamicità e vigore alle arie.

Rossini è consapevole di piacere e di scrivere da genio: citando una sua lettera alla madre “…sai scrivo musica divina, vivo fuori casa, mangio bene e sono felice!”.
L’impresa ardua per un direttore, un esecutore, un cantante è riuscire ad esprimere e liberare questa luce, questo divertimento di cui Rossini stesso è il portavoce. Tutto questo traspare dalla concertazione di Alfonso Todisco lodata da un teatro gremito, colto e in adorazione, grazie ad un’intesa raggiunta con i solisti e l’orchestra.

La regia di Orlin Anastasov ha colpito per la sua moderna dinamicità ed è stata molto apprezzata per aver coinvolto e divertito il pubblico donando un’immagine di Figaro – che incarna l’uomo nuovo del tardo ‘700 – munito di cellulare e social per promuovere la sua libera professione in cerca di oro e argento permettendo a due giovani amanti di congiungersi dopo varie peripezie.

Offre un nuovo simbolismo presentando un modo alternativo di lettura del libretto.

Da italiano, l’opera buffa di Rossini sembra cucita come un abito sartoriale su misura per Alfonso Todisco! Egli stesso sostiene che “nella musica operistica se hai delle belle idee e riesci a studiare bene il libretto trovando una buona sinergia con il regista hai tanto spazio di manovra a livello interpretativo”.

Artista completo, il suo carnet di concerti lo vede impegnato prossimamente anche nella musica sinfonica, di seguito i prossimi eventi:

– 10 Luglio – Basilica Aracoeli di Roma, Nuova Orchestra Scarlatti, concerto Sacri Affetti, con musiche di A. Vivaldi, G.B. Pergolesi, G. Bononcini.

– 10 Settembre – Cortile delle Statue dell’Università Federico II di Napoli – Nuova Orchestra Scarlatti, Incompiuta di Schubert in occasione dei 200 anni dalla sua composizione.

– 23 Novembre – Teatro dell’Opera di Pleven – Stabat Mater di Rossini, patrocinato dall’Istituto di Cultura Italiano a Sofia, in occasione dei 230 anni dalla nascita di Rossini.

Non resta dunque che augurare a questo astro nascente della carriera direttoriale di solcare, quanto prima, i palchi più prestigiosi del panorama internazionale.

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