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Chi ha il coraggio di andare Oltre il confine?

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di Gabriele Cupaiolo

Tra gli appuntamenti previsti in seno al Festival Toscanini – Edizione I spicca, in virtù della forte valenza umanitaria e dell’ethos toscaniniano che incarna, l’incontro con Oltre il confine di lunedì 13 giugno presso l’Auditorium Paganini – ore 21.00: ad attendere il pubblico sarà una serata di musica, danza, teatro e arte figurativa, il cui ricavato sarà devoluto ai programmi UNHCR, finalizzati all’assistenza umanitaria dei rifugiati e degli sfollati siriani.

 

Nahel Al Halabi, compositore delle musiche, dirigerà la Filarmonica Toscanini in Amata Siria – Storie vere dalla Siria, Afghanistan e Ucraina, uno spettacolo diretto da Federica Restani e incentrato su autentiche storie di rifugiati di diversa nazionalità; il tutto avverrà attraverso una performance multimediale, fondata sul sinolo di atto artistico, educazione civica e coinvolgimento entro il proprio territorio.

«Com’è noto – queste le parole di Nahel Al Halabi, che è anche artefice del progetto – la crisi siriana non è legata ad una sola nazione o ad un unico popolo, ma evidenzia complicati conflitti economici e geopolitici tra varie potenze regionali ed internazionali. Alcuni studiosi, infatti, la definiscono come ‘la terza guerra mondiale’. Oltre a vere storie siriane, infatti, per la tappa parmigiana, saranno presentate due nuove composizioni in prima assoluta, le quali racconteranno al pubblico nuove, toccanti vicende afghane e ucraine ricche di informazioni e speranze».

Il titolo è stato scelto poiché in alcune importanti occasioni il Papa ha attribuito alla Siria l’aggettivo ‘amata’, ma il progetto, rielaborato con La Toscanini, racconterà anche altre storie, col fine di trasmettere messaggi di sincera solidarietà ai diretti interessati: e a conferma della sua indipendenza da qualsiasi credo politico, etnico o religioso concorre la varietà di riconoscimenti che ne hanno confermato il prestigio, arricchendolo di significati e di responsabilità. Il progetto, infatti, è stato benedetto da Papa Francesco e patrocinato dall’UNHCR, dal Comune e della Diocesi di Mantova; è stato accolto con favore dal Principe Albert II, dal Principe Amyn Aga Khan, e da Kerry Kennedy.

Lo spettacolo si integra perfettamente all’interno del cartellone Festival Toscanini, capace di far confluire l’attenzione su un tema caro al grande Maestro cui è dedicato: quello della musica e dell’arte come luoghi di incontro e guarigione delle più dolorose ferite della storia.

«Il progetto Amata Siria – spiega il Sovrintendente e Direttore Artistico de La Toscanini, Alberto Triola, – è pienamente sintonico con i grandi temi che la sensibilità e l’impegno civile di Arturo Toscanini hanno saputo trasfondere nella musica intesa e vissuta come luogo e occasione di dialogo, incontro e solidarietà tra popoli. Per questa ragione lo abbiamo accolto con convinzione tra le proposte del Festival Toscanini 2022, che tra l’altro è percorso dal filo rosso tematico – sintetizzato dal manifesto d’autore di Sabbagh/Wellber – della violenza che lacera l’armonia di cui Natura, Arte e Musica sono testimoni da sempre. Le scelte dell’uomo possono incidere in una direzione o nell’altra, e la Storia è lì per registrare questo continuo, ininterrotto e spesso lacerante confronto con la responsabilità di ognuno di noi. Di qui il titolo ‘Oltre il confine’, cosicché l’esempio di Toscanini, musicista presente su molti fronti di guerra, di chiusura e di intolleranza, parli chiaro, a tutti, ancora oggi».

Amata Siria rappresenta un progetto itinerante il cui coinvolgimento entro il Festival Toscanini è sostenuto economicamente dall’imprenditore italo-siriano Radwan Khawatmi, in collaborazione con la Fondazione Aga Khan; è stato inoltre patrocinato da UNHCR, Comune e Diocesi di Parma. Il palcoscenico sarà occupato da attori e ballerini professionisti insieme alla Filarmonica Toscanini. Precederanno lo spettacolo un breve messaggio video del Principe Amyn Aga Khan e un breve intervento di Sua Eccellenza Mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma.

«Amata Siria – racconta Radwan Khawatmi – è un progetto che mi ha fortemente coinvolto dal momento in cui vide la luce, non solo perché esso pone l’attenzione sulla terra in cui sono nato ma, soprattutto, perché l’arte e la musica sono e rimangono l’unico legame che unisce i popoli al di là della lingua, della razza, della fede e del colore della pelle. Ho visto ed assistito ai successi del progetto in Italia: è stata una mia scelta celebrarlo nel meraviglioso teatro della nostra fondazione Aga Khan in Toronto (Canada), poiché l’eco del successo ha raggiunto le Americhe, coinvolgendo numerose istituzioni artistiche che hanno chiesto di ospitare l’evento. Oggi nella mia città di adozione celebreremo questa occasione in un momento in cui i cannoni e la morte continuano a condizionare la nostra vita, ma parimenti la speranza ci obbliga ad avere una visione di un futuro più sereno e pieno di solidarietà. Oggi è cruciale continuare ad aiutare i rifugiati siriani e quanti sono sulla via del ritorno verso le loro città e villaggi. Con questo spirito desideriamo celebrare questo evento di ‘Amata Siria’ nella mia cara Parma».

 Lo scorso marzo il conflitto in Siria ha superato il triste traguardo degli 11 anni. Con 13,5 milioni di persone che hanno lasciato la propria casa e il proprio Paese, quella siriana si conferma quale la più grande crisi di rifugiati e sfollati al mondo. Più di 6,9 milioni di persone risultano sfollate all’interno dei confini statali, e oltre 6,5 milioni rimangono fuori dalla Siria – di cui 5,7 milioni sono rifugiati nei Paesi vicini, ossia Turchia, Libano e Giordania.

All’interno della Siria oggi la vita di 14,6 milioni di persone dipende pressoché esclusivamente dagli aiuti umanitari: si tratta di un numero accresciuto di 1,2 milioni rispetto all’anno scorso, mentre più del 90% dei siriani vive in condizioni di profonda povertà. L’insicurezza alimentare ha raggiunto nuovi record: 13,9 milioni di persone soffrono la fame, una situazione aggravata dalla carenza di grano – in parte dovuta al conflitto in Ucraina. Quasi un bambino siriano su due non va a scuola ed è a rischio di lavoro minorile, matrimoni precoci e imposti, reclutamento forzato da parte di gruppi armati. Nei Paesi che accolgono i siriani – Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto – 20 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria, quasi il doppio rispetto ai 10,4 milioni del 2021.

«Ci teniamo a esprimere il nostro ringraziamento per questa importante iniziativa. Proprio qualche settimana fa UNHCR, insieme ad altre agenzie ONU, ha lanciato un nuovo appello destinato ad aiutare direttamente circa 12 milioni di siriani vulnerabili – così si esprime Chiara Cardoletti, rappresentante dell’UNHCR per Italia, Vaticano e San Marino. Non si può restare indifferenti davanti alla diffusa sofferenza; non dobbiamo far diventare quella siriana una crisi dimenticata. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una commovente ondata di solidarietà nei confronti delle persone in fuga dall’Ucraina: questo stesso livello di generosità deve essere esteso a tutte le crisi, perché i rifugiati hanno il diritto a essere protetti. Tutti, sempre e comunque, da ovunque siano fuggiti».

L’evento speciale Amata Siria si inserisce tra le iniziative in programma per la Giornata Mondiale del Rifugiato, attesa per il 20 giugno, appuntamento annuale proposto dalle Nazioni Unite con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo alla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo costituiva la loro vita per cercare salvezza in un altro Paese.

I fondi raccolti serviranno a supportare la risposta umanitaria dell’UNHCR in Siria, in particolare per quel che concerne il lavoro di protezione, la fornitura di beni essenziali per la sopravvivenza – coperte termiche, teli di plastica, materassi, lampade solari, taniche e kit per cucinare –, nonché l’assistenza economica diretta mensile, un supporto molto efficace che permette agli sfollati di coprire le spese più urgenti e necessarie.

I biglietti del concerto sono in vendita a partire da una offerta minima di euro 30,00, ma sarà possibile donare fino a 100 euro, acquistando direttamente il biglietto on line sul sito www.biglietterialatoscanini.it o

 

  • Presso il nuovo punto vendita presso il Parma Point di Via Garibaldi 18. Per informazioni tel. 0521 1513777 – info@parmapoint.it

 

  • Presso la biglietteria del Centro di Produzione Musicale Arturo Toscanini nei giorni di mercoledì, venerdì e sabato dalle 10 alle 14; di giovedì dalle 16 alle 19. Prevista la chiusura di domenica, lunedì e martedì. Nei giorni di concerto, la biglietteria serale sarà aperta presso l’Auditorium Paganini dalle 19 alle 20.30 per i concerti con inizio alle ore 20.30; dalle 16.30 alle 18.00 per i concerti con inizio alle ore 18.00.

 

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