La musica raccontata. Intervista a Filippo Michelangeli.

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di Chiara Brun

Fondatore della Michelangeli editore e figura di spicco nel panorama italiano del giornalismo musicale, Filippo Michelangeli (57 anni, nato a Forlì ma milanese d’adozione) dopo il diploma in Chitarra e studi di pianoforte e composizione ha deciso di sposare la sua passione per l’arte dei suoni con quella per la comunicazione: dal 1992 racconta la musica classica e i suoi retroscena a professionisti e appassionati, grazie a periodici come Amadeus, Suonare news e Seicorde. Partner ed espositore di Cremona Musica International Exhibitions and Festival, con lui abbiamo gettato uno sguardo sul mondo della carta stampata, sulle sue peculiarità e sulle sfide che si trova oggi ad affrontare.

 

Direttore Michelangeli, nel 1992 ha fondato la casa editrice che in pochi anni è diventata una realtà leader nel settore del giornalismo musicale. Che cosa l’ha spinta a intraprendere questo percorso?

Ho mosso i primi passi nel mondo della musica studiando pianoforte, per poi diplomarmi in Chitarra; tuttavia, ho sempre avuto la passione della scrittura e della comunicazione. In quegli anni mi sono accorto che accadevano cose molto belle nel mondo della musica, fatti che avevano bisogno di essere raccontati. Nel 1992 non esistevano ancora il web e i social, e la comunicazione era affidata in prevalenza ai mass media: radio, televisione e carta stampata. Ho scelto di inserirmi in quest’ultimo ambito per raccontare cosa accadeva nel mondo della musica classica: ho iniziato con Seicorde [trimestrale dedicato alla chitarra, ndr], poi sono arrivati Suonare news e l’annuario Pagine Musica. Qualche anno fa ho infine acquisito lo storico periodico Amadeus, fondato dall’amico Gaetano Santangelo.

 

Suonare News e Amadeus potrebbero sembrare, almeno a una prima impressione, riviste simili nell’impostazione e nel target…

Mi piace pensare alla musica come a una montagna: da un lato ci sono i musicisti, che suonano, cantano, compongono, dall’altro il pubblico di appassionati. I due mondi si incontrano solo in vetta, ovvero in sede di concerto, quando i musicisti sono sul palco e gli appassionati in platea; ma diverse sono anche le esigenze di informazione. Suonare news si rivolge ai musicisti, ai direttori d’orchestra, ai compositori, ai docenti e ai professionisti che, a vario titolo, si occupano direttamente di musica: tratta argomenti specifici come i back stage, le cattedre dei conservatori, i concorsi, l’attualità. Amadeus è invece rivolto al pubblico degli appassionati, a chi ascolta musica e contribuisce a mantenere in vita il mondo dello spettacolo dal vivo frequentando teatri e sale da concerto; amatori che spesso, pur vantando un livello culturale elevato, non possiedono una competenza musicale specifica. A loro raccontiamo la musica con interviste a grandi personaggi del settore, esplorando i grandi teatri italiani e trattando tutti gli argomenti meno strettamente tecnici che interessano questo tipo di pubblico.

 

Come si diventa giornalisti in campo musicale?

Ci sono tre cose da cui qualunque aspirante non può prescindere. Prima di tutto, deve leggere giornali, o libri, perché si impara a scrivere soprattutto leggendo gli altri: uno degli errori più comuni di chi si avvicina a questo ambito è quello di voler scrivere saltando questo passaggio cruciale. È necessario poi avere una buona competenza, e conoscenza, per occuparsi dell’ambito musicale, anche se non serve una laurea specifica. Infine, non possono mancare un sano gusto della notizia e la sensibilità di scrivere per il piacere di farsi leggere e di divulgare. Un grande esempio è stato Piero Angela, che aveva il gusto di raccontare e di rendere alla portata di tutti argomenti di ambito scientifico anche molto complessi.

 

Qual è, oggi, la situazione dell’editoria musicale italiana?

È un momento declinante e sofferente per l’editoria in generale, non solo per quella musicale. Il grosso della comunicazione, oggi, avviene attraverso il web; un canale importante rimane la televisione, che si rivolge a una fascia di pubblico più anziana, e infine c’è la radio. La carta stampata, e in particolare i giornali quotidiani, che ne rappresentavano il prodotto più nobile e costituivano l’obiettivo di tutti i giornalisti, sono quelli più sofferenti: ormai, quando la notizia esce è già vecchia, sorpassata da tutte quelle che si avvicendano durante la giornata e che vengono pubblicate nel web. Ciò che fanno giornalmente gli editori, per tentare di sopravvivere e avere un seguito, è selezionare contenuti di spessore a pagamento: esiste ancora, nonostante tutto, una parte di pubblico che ama leggere la carta stampata. Questo è quello che facciamo anche noi con Suonare news e Amadeus, entrambe riviste mensili.

 

Qual è la sua preoccupazione riguardo la coesistenza di carta stampata e web?

In Italia esiste una fetta di popolazione, che potremmo forse definire “borghese”, che leggeva il quotidiano tutti i giorni. Giornali che non riportano semplicemente un’informazione, ma propongono una gerarchia di notizie, e il direttore di un giornale sa quali temi sia meglio trattare e come collocarli. Nell’online invece, nella corsa a ricevere più click, viene sempre data più evidenza alle notizie di tendenza, non necessariamente le più importanti. Quindi una delle mie maggiori preoccupazioni è che, con il tempo, il Paese cada in un impoverimento culturale sempre più drammatico, proprio a causa di algoritmi che premiano notizie scandalistiche, ma alla fine di nessun valore.

 

Fra le migliori occasioni per rilanciare l’importanza di un’editoria di qualità ci sono le fiere di settore: qual è il valore di una manifestazione come Cremona Musica?

Si tratta della più importante fiera internazionale dello strumento musicale in Italia: per tutti noi espositori, essere presenti è motivo di gioia e soddisfazione. Inizialmente dedicata ai soli strumenti ad arco (non a caso è nata nella patria della liuteria), negli anni si è ampliata fino ad abbracciare anche altri ambiti, come quello dell’editoria. Per i musicisti è un po’ come andare in un parco divertimenti: è l’occasione per entrare in contatto con artigiani e provare strumenti musicali di altissimo livello, che altrimenti non avrebbero la possibilità di suonare o di acquistare. Per gli appassionati ci sono molti eventi e momenti di intrattenimento, che sono parte integrante del festival… senza dimenticare la possibilità di visitare Cremona, che è di per sé una città meravigliosa!

 

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