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TEMPO DA PIATTAFORME

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Il cinema ha vissuto tante rivoluzioni: l’avvento del sonoro, del colore, del digitale. Questa volta il cinema sta vivendo una nuova rivoluzione, costretto dalla pandemia da Covid-19 a relegarsi negli spazi privati e a raggiungere gli spettatori in casa, attraverso la rete. A farsi televisione cancellando il gesto sociale di andare al cinema, in sala con altre persone.
Un percorso che si era già avviato con l’avvento di Netflix nel 2015 e la nascita di piattaforme streaming simili, tutte figlie di big company come Amazon, società telefoniche (TimVision, Vodafone TV) o aziende televisive (NowTv di Sky, RaiPlay, Infinity di Mediaset). La pandemia non ha fatto che velocizzare il processo di distribuzione via streaming, eliminando la finestra temporale che di solito lasciava alle sale cinematografiche fisiche qualche settima di prima. La chiusura per legge degli spazi pubblici ha messo in ginocchio i gestori delle sale cinematografiche ma non la distribuzione che, dopo un brutto colpo durante il primo lockdown, si è organizzata.
Abbiamo parlato con tre protagonisti di questa rivoluzione. Tutti italiani ma che hanno lanciato piattaforme aperte al mondo e con contenuti internazionali, pronti a conquistare importanti fette di mercato nel settore delle piattaforme streaming indipendenti.

 

We Short: la Netflix dei cortometraggi


«WeShort è la piattaforma streaming indipendente dedicata a cortometraggi e miniserie. Tempo massimo dei contenuti: da 5 a 35 minuti – a parlare è Carlo Fusco, produttore e regista, nella vesta di COO e direttore artistico di WeShort, piattaforma lanciata a marzo 2021 insieme al CEO Alessandro Loprieno. – Unica regola la qualità, in cartellone abbiamo solo cortometraggi che hanno vinto o partecipato a festival come Cannes o gli Academy, oppure opere di giovani che possono inviarci direttamente i loro lavori, anche opere prime. Si tratta di giovani che magari realizzano il loro primo lavoro con contributi e bandi pubblici, ma che sono esclusi dal giro se non hanno appoggi. Su WeShort invece c’è una sorta di accesso facilitato, un ambiente molto targettizzato, dove è il pubblico a decidere cosa avrà successo guardando ciò che preferisce. Con lo streaming è tutto più diretto, aperto. Vogliamo diventare la Netflix dei cortometraggi. L’idea è nata prima del Covid ma, adesso, complice anche la pandemia, abbiamo registrato una forte crescita che non ci aspettavamo. Siamo molto quotati in America, più di un milione e mezzo di dollari al momento. Per ora la piattaforma è stata lanciata online ma l’interesse è tanto, quindi lo presenteremo fisicamente a luglio, al festival di Cannes. La riapertura non ci spaventa visto che il cortometraggio non aveva mercato neanche prima».

 

You Movie: il palcoscenico social del cinema d’autore


«YouMovie è un palcoscenico per il cinema d’autore, libero e indipendente. Nel sistema pre- Covid otto film su dieci non avevano distribuzione, vivevano solo di eventi culturali e festival.
Anche le piattaforme streaming dei big player hanno sempre escluso questo genere perché ritenuto senza mercato – ci racconta il vulcanico e giovanissimo Davide Vigore, fondatore della piattaforma – inoltre, questi colossi hanno investito cifre mastodontiche in pubblicità durante i mesi di lockdown intercettando e fidelizzando il grande pubblico sui mass media di oggi: YouTube, Spotify, Instagram. Un vero e proprio bombardamento che ha creato omologazione, offerto prodotti dal gusto visivo discutibile e in cui è possibile manipolare i messaggi, standardizzare, inserire prodotti per vendere al maggior numero di persone. In poche parole, massimizzare il profitto. Si tratta di un pubblico costretto a ingoiare senza possibilità di distrarsi con teatro o altre forme d’arte.
Incapace ormai di scegliere. In questo contesto è nato YouMovie, una piattaforma spinta da una folta rete di autori, registi, scrittori e attori che è completamente fuori dalle logiche commerciali.
L’idea è nata con il mio ex compagno di banco del Centro Sperimentale, Giovanni Rosa. All’inizio quasi per scherzo, poi il progetto ha coinvolto moltissime persone. Siamo da subito diventati un vero e proprio social network, un punto di riferimento nell’ambiente. Il materiale inserito spazia dai grandi classici alle proposte di giovani autori selezionati da un comitato altamente qualificato.
Per citare alcuni nomi: Daniele Ciprì, Roberto Andò, Donatella Finocchiaro, Nello Correale. Siamo nati ufficialmente a marzo 2021e nei primi tre giorni online abbiamo raggiunto un traffico di 50mila persone. Non solo virtuale: YouMovie trasmetterà anche festival reali da tutto il mondo e, nel segno della contaminazione, aprirà la piattaforma anche ad altre forme d’arte come il teatro».

 

Cinemagia.online: il multisale online


«Cinemagia.online non è una piattaforma ma un multisala online. Nell’ultimo anno sono nate tante piattaforme, troppe. Le definisco “fossi comuni”: ci inserisci un film e sparisce – a parlare è la preparatissima ingegnera Inessa Gordè, fondatrice di Cinemagia.online insieme a Claudio Bucci, Roberto Bessi e Mario Pezzi – Uno spettatore medio cosa fa su queste piattaforme? Passa ore per trovare qualcosa che gli interessi e per colpa dell’algoritmo è costretto a scegliere sempre gli stessi generi. Per superare queste difficoltà abbiamo pensato al multisala online. Al momento abbiamo quattro sale, ogni sala ha un tema: le prime uscite, art house, in lingua orginale, leader di incassi. Di solito quando si arriva al cinema si è già compiuto il processo di distribuzione, noi spettatori ci limitiamo a scegliere il film che preferiamo tra le locandine in bacheca. In realtà, su Cinemagia la scelta dei film in sala non è avvenuta secondo logiche distributive/economiche, bensì per scelta editoriale. Abbiamo in programma di sperimentare in futuro anche altre sale, senza mai uscire dal nostro focus: i film indipendenti e di qualità. Non ci occupiamo solo della distribuzione, abbiamo pensato anche ad un processo di promozione e mitizzazione del prodotto.

Accompagniamo le uscite con una promozione che utilizza strumenti di marketing digitale. Inoltre, per donare un certo appeal al prodotto, nella sezione Cineblog creiamo uno spazio dedicato al film dove è possibile trovare approfondimenti. Qui condividiamo video di backstage e molto altro per contribuire alla mitizzazione del prodotto. Inoltre Cinemagia, proprio in queste settimane, sta creando un’associazione tra produttori, distributori ed esercenti reali che darà vita a una collaborazione nuova nel settore. Da mezzanotte alle 15, anche dopo il Covid, le sale saranno sempre chiuse, noi ci proponiamo di far lavorare e guadagnare gli esercenti anche durante queste ore di chiusura facendoli sbarcare nel mondo virtuale. Una vera sfida, un cambio di mentalità non scontato».

 

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