Una decisione del Copyright Tribunal del Regno Unito apre la strada a royalty più alte per la musica utilizzata nelle sale cinematografiche. Il tribunale ha accolto le principali richieste di PRS for Music, la società britannica che rappresenta autori, compositori ed editori, nella controversia con la UK Cinema Association sulle tariffe applicate agli esercenti.
Royalty nei cinema: cosa cambia
Il provvedimento riguarda la cosiddetta Tariff C, il sistema di licenze per la musica diffusa nei cinema. La novità centrale è il riconoscimento di un compenso più elevato, motivato anche dall’aumento della presenza della musica nei film rispetto al 2005, anno cui risaliva il precedente accordo.
Il tribunale ha inoltre approvato il passaggio a un calcolo basato esclusivamente sul numero degli spettatori, abbandonando il precedente sistema che consentiva agli esercenti di scegliere fra un importo per ingresso e una percentuale degli incassi al botteghino.
Le nuove cifre e la decorrenza
Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata britannica, la tariffa per ingresso salirebbe da 7,33 a 7,9 pence; il minimo annuo per schermo passerebbe da 75 a 131,50 sterline. Per le proiezioni cinematografiche di concerti, l’aliquota aumenterebbe dal 3% al 4% degli introiti rilevanti. Si tratta di valori riportati da Music Week, mentre il testo tariffario definitivo deve ancora completare l’iter.
Le modifiche saranno applicate anche agli utilizzi musicali a partire dal 1° luglio 2024. Tuttavia, è importante distinguere la decisione di principio dalla piena entrata in vigore delle nuove condizioni: PRS for Music e UK Cinema Association dovranno finalizzare il tariffario, che sarà poi sottoposto a un’ulteriore approvazione del Copyright Tribunal. Sono previsti adeguamenti annuali all’inflazione.
Perché la decisione interessa compositori ed editori
Per PRS for Music, il sistema precedente non rispecchiava più il ruolo effettivo delle composizioni musicali nell’esperienza cinematografica. La società sostiene che il nuovo modello potrà aumentare i compensi destinati a chi scrive e pubblica musica, dalle colonne sonore alle opere presenti nei film e negli altri contenuti proiettati in sala.
La vicenda mette in evidenza una questione che riguarda l’intera filiera audiovisiva: come aggiornare il valore economico dei diritti musicali quando cambiano i consumi, i formati e la quantità di musica utilizzata. La decisione riguarda il mercato britannico e non modifica direttamente le tariffe applicate nei cinema italiani.
Fonti: Comunicato PRS for Music diffuso da Record of the Day, 13 ottobre 2026; Music Week, 12 ottobre 2026; Music Business Worldwide, 13 ottobre 2026.

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