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Settimane Musicali Farnesiane: la musica accompagna l’arte figurativa!

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di Gabriele Cupaiolo

Le Settimane Musicali Farnesiane e La Sala della Musica costituiscono il progetto che La Toscanini ha voluto accompagnare alla grande mostra sui Farnese, allestita negli spazi del Complesso Monumentale della Pilotta a Parma, al fine d’indagare la mirabile affermazione della casata entro il mosaico politico e culturale italiano tra XVI e XVII secolo; essa, infatti, acquisì buona fama innanzitutto in virtù di un sano utilizzo delle arti quali strumento di legittimazione e propaganda.

Il programma rappresenta un’intrigante occasione per rispolverare alcuni rari capolavori del passato, tra polifonia cinquecentesca e barocco seicentesco, nell’ottica di una sorta di rimando storico ai secoli lungo i quali, come dicevamo, si è spiegato l’intimo rapporto tra i Farnese e la musica.

Ci attendono come prime serate quelle del 14 e del 15 maggio, due eventi speculari entro cui Santiago Cañón-Valencia prima, Miriam Prandi poi – vincitori di importanti concorsi internazionali – eseguiranno l’integrale delle Suites per violoncello di Johann Sebastian Bach. Successivamente, Il 20 maggio, la Filarmonica Arturo Toscanini – diretta da Enrico Onofri, il Coro Universitario del Collegio Ghislieri – residenza artistica de La Toscanini – diretto da Luca Colombo e i solisti Silvia Frigato – soprano, Sharon Carty – mezzosoprano, Bernhaerd Berchtold – tenore e Andreas Wolf – basso – interpreteranno musiche di De Rore, Händel, Bach e Rameau.

Successivamente, il Coro Ghislieri di Pavia, diretto dal Maestro Giulio Prandi, sarà impegnato in un concerto di arguta polifonia il 21 maggio, affiancato dal soprano Sonia Tedla, dall’alto Maria Chiara Gallo, dal tenore Massimo Lombardi e dal basso Alessandro Ravasio. Troveremo, inoltre, Maria Cecilia Farine all’organo e Jorge Alberto Guerrero al violoncello. Musiche di Celano, Martinelli, Pistocchi e Marcello.

Il 22 e 29 maggio si terrà un duplice appuntamento con lo spettacolo di teatro musicale di Stefania Bonfadelli, il cui titolo Finte follie e veraci pazzie, ossia Il Teatro delle primedonne lascia solo ben sperare in un vivace intrattenimento. Gli interpreti saranno Nicolò Balducci, Fiammetta Tofoni, Chiara Tomei, Maya Quattrini, Lussiana Zanella, Marco Fragnelli. Luigi Accardo maestro al cembalo, i costumi quelli del Piccolo Teatro di Milano. Testo e Regia di Stefania Bonfadelli.

Ho realizzato questo lavoro – così si esprime Stefania Bonfadelli – con l’intento di far conoscere la storia di queste prime donne come Anna Renzi, Vittoria Tesi, Isabella Colbran. Un omaggio molto appassionato al Teatro dell’Opera, che è stato proprio il luogo del riscatto del talento femminile, poiché ha permesso a queste donne, nate povere, di emergere attraverso la loro voce. Questo lavoro nasce, inoltre, da una esigenza personale, una sorta di consolazione per superare lo shock della chiusura dei teatri durante la pandemia. Per tutti noi che apparteniamo al mondo del teatro è stato un momento durissimo e più volte mi sono chiesta se nel passato ciò fosse già accaduto a causa delle guerre o delle pandemie; e se sì, come le prime donne di allora l’avessero superata. Come mi è stato insegnato da tante persone cui ho voluto bene e che mi sono state vicine nella vita, ho cercato di superare questo brutto momento attraverso l’ironia. Sarà quindi uno spettacolo leggero e spero divertente, un omaggio a queste figure che hanno storie pazzesche da raccontarci, storie di cui – soprattutto noi prime donne di adesso – ci siamo dimenticate: eppure, bisogna dirlo, non è scontato apprendere come affrontare una carriera, o come non arrendersi di fronte alle difficoltà.’

Lo spettacolo sarà dedicato alla memoria dell’attrice Franca Valeri, scomparsa nel 2020. Durante il concerto del 27 maggio la Filarmonica Arturo Toscanini, diretta da Federico Maria Sardelli, eseguirà, tra gli altri brani in programma, la cantata Diana Cacciatrice, HWV 79 di Händel, il cui testo manoscritto, appartenente alla Biblioteca Palatina, è esposto nella Sala della Musica – realizzata da La Toscanini nell’ambito della mostra I Farnese. Architettura, arte, potere. Il frammento esposto costituisce l’unico autografo händeliano conservato in Italia. Saranno eseguiti anche brani di Zani, Vinci, Vivaldi. Da evidenziare la presenza di Shira Patchornik, soprano, nonché di Mihela Costea, violino solista.

Il cartellone delle Settimane deve essere letto in contiguità con la Sala della Musica, la quale – tra encomiabili testimonianze di una storia articolata e straordinariamente variegata – offre ben altri spunti di riflessione storico-artistica. In particolare, la Sala della Musica, allestita in collaborazione con istituzioni cittadine quali la Biblioteca Palatina, il Conservatorio Arrigo Boito e l’Università degli Studi di Parma, custodisce due preziosi manoscritti: l’Orontea di Antonio Cesti (1656) e un frammento inedito della cantata HWV 79 Alla caccia di Händel (1707), che, proprio in occasione della mostra, è stato riconosciuto come originale. L’analisi di questo frammento è stata affidata allo studioso Luca Della Libera, il quale, specializzato nell’ambito della musica romana di epoca barocca, ne ha finalmente accertato la definitiva autenticità. La cantata Diana cacciatrice fu composta da Händel a Roma nel 1707, nel corso della sua permanenza presso la corte del marchese Francesco Maria Ruspoli (Roma, 1672 – 1731); il frammento fu riscoperto dall’abate Fortunato Santini (Roma, 1778 – 1861), compositore e collezionista, ordinato sacerdote nel 1801, per poi rientrare l’anno successivo nel Fondo Lucca dei Borbone, la dinastia che governò Parma successivamente ai Farnese. Per quel che concerne le opere pittoriche all’interno della sala, l’anonimo Musico e Il suonatore di liuto di Agostino Carracci ritraggono il tenore Giovanni Ambrogio Fabi e Santino Garsi da Parma, attivi presso la corte di Ranuccio I – il cui ritratto domina la Sala, in onore di colui che nel 1618 fece allestire lo splendido Gran Teatro di Parma.

Principale protagonista della Sala sarà una video installazione entro cui Enrico Onofri, Direttore Principale della Filarmonica Toscanini, si troverà al centro di una narrazione sulla storia della musica al tempo dei Farnese; il suo intervento intreccerà, tra le fila del discorso, l’esecuzione di una preziosa pagina di Marco Uccellini, compositore e virtuoso del violino, nonché maestro di cappella alla corte di Ranuccio II.

Gli appuntamenti avranno tutti quanti inizio alle ore 20.00.

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