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Tua madre lo diceva non andare su Youporn

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E’ il primo nome che apre la playlist Indie Italia di Spotify.

Calcutta,si chiama proprio così, come la città indiana anche se, come ribadisce spesso è un nome “nato per caso”, solo il nome d’arte di Edoardo D’Erme, classe 1989, di Latina.

Fa parte del mondo musicale alternativo quasi da 8 anni ma è solo con il suo secondo e attuale album in studio “Mainstream”, che rompe finalmente la barriera di notorietà degli ultimi brani.

Titolo ironico e provocatorio? Assolutamente. Il cantautore voleva cercare di arrivare a più gente possibile, a modo suo ovviamente.

Cosa mi manchi a fare”, è il singolo di apertura del disco, ed il più conosciuto.

L’amore che cade come la pioggia che non riesce più a bagnarti, il tentativo della ripartenza che si frena dentro la realtà. Per tutto il brano scorrono i soliti accordi accompagnati da pochi suoni che danno l’idea che non si possa uscire dal loop della mancanza. Una storia stilizzata da un bambino da tratti tipici cingalesi (protagonista di tutto il videoclip) che vaga senza meta e con un po’ di malinconia nel quartiere romano. Il giovane paffutello cerca di raccontare il suo messaggio d’amore tragicomico ad ogni persona che incontra, purtroppo senza essere mai preso in considerazione, fomentando il senso di abbandono. Uno scenario che lascia l’amaro in bocca.

Ho fatto una svastica in centro a Bologna ma era solo per litigare

Provocazioni esasperate tra noir e romanticismo pop, bruciate da una provincia vissuta, isolata tra campi ROM di una Latina che fa da teatro sociale, specchio di un Italia intera.

Milioni di visualizzazioni su Youtube, un tour nazionale di promozione, l’ambito disco d’oro per la hit “Oroscopo” (attestato delle oltre 25 mila copie vendute) ed addirittura la vendita dei primi provini delle canzoni che hanno poi composto il disco. 

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