La Corte Suprema degli Stati Uniti ha lasciato in vigore una decisione favorevole al compositore Cyril Vetter sul recupero dei diritti d’autore anche al di fuori del territorio americano. Il 19 ottobre 2026 si è concluso senza un esame nel merito il ricorso presentato da società editoriali legate a BMG, Sony Music, Universal Music e Warner Music. Il risultato è significativo per l’industria musicale, ma non equivale a una pronuncia generale della Corte Suprema sull’applicazione internazionale della legge.
Il caso «Double Shot (Of My Baby’s Love)»
La controversia nasce da Double Shot (Of My Baby’s Love), brano scritto nel 1962 da Cyril Vetter e Donald Smith e reso celebre dagli Swingin’ Medallions nel 1966. Gli autori avevano ceduto i diritti editoriali nel 1963. Decenni più tardi Vetter ha esercitato la facoltà prevista dalla normativa statunitense di revocare, a determinate condizioni, precedenti trasferimenti di copyright.
La comunicazione di revoca è stata inviata nel 2019 ed è divenuta efficace nel 2022. È poi sorto un contrasto con Resnik Music Group, che rivendicava ancora diritti di sfruttamento nei mercati esteri. Vetter si è rivolto alla giustizia federale per ottenere il riconoscimento della titolarità mondiale dei diritti recuperati.
La decisione del Fifth Circuit e il ricorso delle major
Nel gennaio 2026 la Corte d’appello federale del Fifth Circuit ha confermato la decisione favorevole a Vetter, interpretando la disciplina statunitense sulla cessazione delle cessioni in modo da riconoscere il recupero dei diritti anche a livello internazionale. Le società editoriali ricorrenti hanno contestato questa lettura, sostenendo che avrebbe potuto incidere su accordi di lunga durata e sugli equilibri del mercato globale.
Il nodo giuridico è delicato: quando un autore recupera i diritti in base alla legge degli Stati Uniti, la revoca riguarda soltanto lo sfruttamento sul territorio americano oppure anche i diritti concessi all’estero? La risposta del Fifth Circuit, nel caso specifico, è stata favorevole alla seconda interpretazione. Altre corti d’appello federali avevano però adottato orientamenti differenti.
Perché la Corte Suprema non ha deciso nel merito
Quattro giudici — Sonia Sotomayor, Neil Gorsuch, Amy Coney Barrett e Ketanji Brown Jackson — non hanno partecipato all’esame del ricorso. In mancanza del numero necessario di giudici e non essendo possibile trattare il caso nel successivo periodo giudiziario, la Corte ha lasciato ferma la sentenza inferiore secondo la procedura prevista dalla legge federale.
È importante distinguere i due piani: la vittoria processuale di Vetter resta valida, ma la Corte Suprema non ha stabilito con una propria motivazione un principio vincolante uniforme per tutte le controversie sui diritti musicali mondiali. La questione potrà quindi riemergere in futuri procedimenti.
Le possibili conseguenze per autori ed editori
Per compositori, parolieri ed eredi, il caso richiama l’attenzione sul valore delle clausole di cessione e sulle possibilità di recupero dei diritti dopo molti anni. Per editori ed etichette pone invece interrogativi sulla certezza dei contratti internazionali e sulle licenze già in essere. Non si tratta di un recupero automatico per ogni autore: requisiti, scadenze, natura del contratto e giurisdizione rimangono decisivi.

No comments