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Il Coro dell’Università di Pisa in scena con Giacomo Puccini

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Venerdì 3 giugno alle ore 21,15 nella chiesa monumentale di Santa Caterina avrà luogo il Diciassettesimo Concerto Annuale del Coro dell’Università di Pisa, l’ormai tradizionale grande evento musicale che l’Ateneo pisano offre nel Giugno Pisano ai propri studenti, alla comunità accademica e a tutta la cittadinanza. L’ingresso è libero e il programma è veramente d’eccezione: sarà eseguita la celebre Messa a quattro voci con orchestra (comunemente conosciuta come locapucciMessa di Gloria) di Giacomo Puccini.

Insieme al Coro dell’Università di Pisa si esibiranno il tenore Marco Mustaro e il baritono Carlo Morini mentre l’accompagnamento è affidato alla Tuscan Chamber Orchestra, che inizierà la serata con il Concerto per la festa dell’Assunzione di Maria Vergine di Antonio Vivaldi, con Antonio Aiello quale violino solista. Dirigerà il maestro Stefano Barandoni. Il concerto è patrocinato dal Comune e dall’Arcidiocesi di Pisa ed è realizzato in collaborazione con la Fondazione Teatro di Pisa e col Seminario Arcivescovile di Pisa.

“Giacomo Puccini – dice il maestro del coro Stefano Barandoni – compose a soli 22 anni la Messa a quattro voci con orchestra, conosciuta con la denominazione di Messa di Gloria; con tale denominazione ci si riferisce normalmente a composizioni articolate nelle prime sole due sezioni (il Kyrie e il Gloria), mentre Puccini ha composto anche il Credo, il Sanctus, il Benedictus e l’Agnus Dei. Dopo la prima esecuzione del 1880, a Lucca, trascorsero 72 anni prima che ce ne fosse una seconda, a Chicago. Oggi questa composizione è molto apprezzata ed è considerata importante anche perché contiene diversi elementi innovativi caratteristici della produzione successiva di Puccini ed è tutta pervasa da un autentico fervore giovanile“.

Maria Antonella Galanti, prorettore per i rapporti con il territorio e coordinatore del Centro di Ateneo per la diffusione della cultura e della pratica musicale, aggiunge:

12990890_10208133643411910_6470291555416165903_nTra le possibili letture di questa composizione abbiamo scelto di porre l’accento sui passaggi nei quali il musicista ci sorprende di più sia come ascoltatori, sia come esecutori. Basti pensare, per fare solo un esempio, allo speciale dialogo che si crea tra le diverse voci e l’orchestra e all’uso creativo degli opposti. Si tratta, infatti, di una Messa un po’ anomala rispetto alle attese dell’epoca e forse anche alle nostre; una Messa che in certi momenti assomiglia quasi a un’opera lirica, proprio perché è contrassegnata da contrasti musicali ed emozionali che determinano la modulazione continua del registro e, di conseguenza, la necessità che chi suona o canta sappia trasformare rapidamente anche la propria disposizione d’animo”.

“Mi pare, prosegue la Dott.ssa Galanti,  molto bello che questa composizione venga eseguita da un coro i cui membri sono uniti dall’agire intorno alla conoscenza e all’apprendimento. La Messa di Puccini sembra, infatti, la metafora perfetta di un uso creativo dell’intelligenza che non consiste in un erudito trasmettere informazioni, ma nell’elaborarle generando connessioni inusitate e legando insieme territori anche radicalmente distanti. C’è però un secondo motivo in virtù del quale questa composizione mi sembra adatta al nostro coro. Puccini era giovanissimo quando l’ha scritta e non era conosciuto se non nella sua Lucca, dato che apparteneva a una famiglia di musicisti che da quattro generazioni componevano musica sacra e che ricoprivano, di figlio in figlio, il ruolo di Maestro di Cappella del Duomo. Doveva farsi spazio, non tanto nel senso competitivo del termine, ma per conquistare una propria identità autonoma, anche musicale. Riuscire a farsi spazio senza competizione cinica, ma praticando l’arte della condivisione e della solidarietà, con la speranza nel futuro e nei riconoscimenti che verranno, è ciò che di più bello si può augurare ai giovani, a partire da quelli che fanno parte del Coro e dai tanti altri studenti che verranno ad ascoltarci. Il giovanissimo Giacomo ci mostra che pur conoscendo e rispettando la tradizione, in alcuni suoi aspetti, bisogna, però, anche osare metterla in discussione e correre i rischi insiti nell’esplorare strade nuove, per riuscire, infine, a trovare la propria”.

Il Coro, composto da 150 elementi, nella gran parte da studenti, ma anche docenti e personale amministrativo e tecnico dell’Università di Pisa, è molto amato e seguito in città ed ha al suo attivo numerosi concerti, in Italia e all’estero. Per scelta formativa il suo repertorio è variegato e attraversa diversi generi ed epoche, dalla musica barocca a quella classica e contemporanea, fino all’opera lirica e al musical.

Di seguito i dettagli della serata:

Tuscan Chamber Orchestra:
Marco Mustaro, tenore
Carlo Morini, baritono
Direttore: Stefano Barandoni
Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924)
Messa a 4 voci con orchestra (detta Messa di Gloria)
Kyrie
Gloria
Credo
Sanctus e Benedictus
Agnus Dei
Il concerto sarà preceduto da un’esecuzione per violino e orchestra:Antonio Vivaldi (Venezia, 1678 – Vienna ,1741)
Concerto in do per violino e doppia orchestra per la Santissima Assontione di Maria Vergine
Adagio e staccato – Allegro ma poco
Largo
Allegro violino solista: Antonio Aiello
Ingresso libero, non è necessario prenotare.

Info e Contatti:

 

 

 

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