Il valore etico di un’editoria di qualità. Intervista a Ilaria Narici.

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di Stefano Teani

Musicologa, direttore scientifico e dell’edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro, Ilaria Anna Narici è anche direttore generale della Hal Leonard MGB, storica azienda che gestisce la produzione di edizioni musicali, tra cui Ricordi, nonché ospite di lunga data di Cremona Musica International Exhibitions and Festival. Dopo essersi formata al Conservatorio di Milano, sua città natale, in Pianoforte e poi in Composizione con Azio Corghi, Ilaria Narici si è laureata in Lettere Moderne presso le Università di Milano e di Torino sotto la guida di Giorgio Pestelli. Grande esperta e appassionata di opera lirica, oltre all’importante ricerca sull’opera di Rossini ha firmato edizioni critiche sulle partiture di Donizetti, Bellini e Verdi.

 

 Bentrovata Dottoressa Narici. L’appuntamento di quest’anno a Cremona Musica non è certo il primo per Hal Leonard…

Assolutamente no, potremmo anzi dire che facciamo parte di questo evento da sempre.

 

Alla luce di questa lunga frequentazione, come valuta lo sviluppo della kermesse negli anni?

Siamo un’azienda multinazionale, e in quanto tale conosciamo bene gli spazi promozionali e commerciali che vengono dedicati al settore musicale. Credo che, soprattutto alla luce della situazione fieristica europea e mondiale, Cremona rappresenti per noi una realtà di grandissimo interesse, in particolare per il mercato italiano, ma non solo. Si tratta di un evento con una focalizzazione specifica sulla musica, coniugando l’esposizione di musica stampata e strumenti alla possibilità di seguire eventi; una proposta che riflette in modo molto efficace la vivacità di questo settore.

 

Ecco, parliamo della situazione dell’editoria musicale. Nota differenze fra i vari Paesi? Penso in particolare, oltre all’Italia, agli Stati Uniti dove Hal Leonard è nata, o a Londra dove si situa la vostra sede principale.

Quello a cui stiamo assistendo non è tanto un calo della domanda di musica stampata, quanto piuttosto una riduzione del numero di punti vendita sul mercato: fenomeno che coinvolge trasversalmente tutti coloro che si occupano di retail, quindi negozi e commercio “su strada”, e che vede al contrario un relativo incremento del commercio online tramite i grandi distributori, primo fra tutti Amazon. Dopo il Covid l’attitudine all’acquisto online è diventata molto più sensibile e questo, inevitabilmente, sottrae parte del mercato al commercio fisico.

 

Ricordo un’altra sua intervista in cui faceva cenno ai pro e contro di internet, uno strumento che implica il rischio della pirateria ma consente di raggiungere anche il paesino più sperduto.

Certo, tuttavia è sempre importante essere presenti fisicamente – come a Cremona Musica – perché noi crediamo ancora nel commercio attraverso i punti vendita. Siamo tutti vittima degli eventi che si sono succeduti, a partire dal periodo pandemico fino alla guerra in Ucraina, con il relativo e inevitabile aumento dei costi: ma proprio per questo sosteniamo la vendita fisica con un servizio che cerchiamo di mantenere efficiente e preciso, in contatto quotidiano con i venditori. Resto sempre dell’avviso che il valore aggiunto del punto vendita risieda nel fatto che, oltre a mettere in mostra i prodotti, consente di sfogliarli e capire come siano fatti; vero è che lì si gioca la parte proattiva del negoziante, la sua capacità di stare al passo, di informarsi e selezionare i prodotti in modo adeguato rispetto alla clientela.

 

Prima abbiamo accennato alla pirateria.

Si tratta purtroppo di una piaga enorme, soprattutto – ahimè – nel nostro Paese, dove gli stessi insegnanti accettano che gli allievi arrivino agli esami con fotocopie, talvolta costruendo loro stessi dei metodi scopiazzati a destra e a manca. Diciamo che la percezione dell’importanza della tutela del diritto d’autore è molto scarsa: noto una disattenzione istituzionale che a volte mi scoraggia profondamente.

 

Questo si somma – o forse ne è in parte conseguenza – alla mancanza di attenzione verso la filologia. Nel momento in cui non c’è differenza tra un’edizione e l’altra, tanto vale fotocopiarne quella che si trova a portata di mano.

Infatti è una battaglia che non riguarda solo la musica, ma l’editoria tutta. Se devo leggere la Divina Commedia, posso prendere un’edizione anonima oppure quella critica annotata e commentata, possedendo così un testo più qualificato che mi garantisce un’aderenza del contenuto al pensiero dell’autore. Alcuni docenti perseguono questa linea in modo egregio, altri hanno meno sensibilità; lo vedo come un modo di abdicare a una parte imprescindibile della funzione educativa.

 

Com’è nato il suo interesse per l’editoria?

Tutto è cominciato con la mia grande passione per l’opera lirica, un vero colpo di fulmine quando, a 16 anni, ho assistito a una rappresentazione de Il trovatore a La Scala. In quel momento ho capito a cosa volessi davvero dedicarmi nella vita. Poi ho avuto la fortuna di incontrare grandi studiosi della storia dell’opera quali Philip Gossett, Roger Parker e Gabriele Dotto, che mi hanno affidato l’edizione critica di opere di Donizetti, Rossini e Verdi. Dopo questi lavori di stampo prettamente filologico (una competenza sviluppata grazie ai miei studi musicali, in particolare con Corghi e poi all’università con Pestelli), Ricordi mi ha chiesto di entrare a far parte della casa editrice come Direttore di produzione, in particolare del settore di noleggio, quindi per opere destinate all’esecuzione più che alla pubblicazione. Da lì Ricordi è diventata Bertelsmann, poi c’è stato il passaggio a Universal, e infine a Hal Leonard.

 

Qual è il segreto del successo della vostra azienda?

Sicuramente la vastità del catalogo, e in particolare la capacità di rappresentare tutti i generi: dalla Christian music ai manuali didattici, dalla pubblicistica ai metodi per professionisti e autodidatti, la nostra missione è quella di portare la musica a tutti nel modo migliore e con prodotti di qualità. Grazie al contratto di collaborazione con Universal, attivo ormai da 12 anni, il settore della classica è stato molto ampliato con pubblicazioni notevoli, in particolare del repertorio francese e per chitarra: penso a pagine di Villa-Lobos, Tansman, Brouwer. Sul mercato italiano possiamo vantare i lavori di Roberto Fabbri e Andrea Cappellari, autori di manuali didattici, che saranno entrambi presenti a Cremona Musica e che credono moltissimo nella funzione dell’educazione musicale.

 

Tratto peculiare dell’azienda è anche la sua attenzione a questioni etiche e ambientali, giusto?

Esatto. Due aspetti che ritengo facciano di Hal Leonard un editore di grande profilo sono, da una parte, la capacità di rivedere tutto il catalogo alla luce dei valori EDI (Equality, Diversity, Inclusion): rileggiamo tutte le pubblicazioni realizzate negli anni Ottanta e Novanta (quando la sensibilità verso questi principî era assai più ridotta), e le ripubblichiamo adattandole ai tempi. L’altro tema è il rispetto dell’ambiente: facciamo attenzione al packaging e adottiamo protocolli severi che ci impediscono di lavorare con aziende non certificate. Tutto questo si lega al dinamismo della nostra impresa e alla propensione per l’assunzione di giovani: ai tempi del mio ingresso in azienda c’erano molte persone oltre i 40 anni, se lei oggi percorre i nostri corridoi troverà che la maggior parte dei dipendenti hanno tra i 24 e i 38 anni.

 

Un suo tratto personale per concludere questo nostro piacevole incontro?

Mi ritengo una persona molto fortunata perché sono riuscita a fare della mia passione un mestiere. Credo davvero che la musica possa migliorare il mondo: è ormai provato che, a scuola, una buona educazione musicale e l’opportunità di suonare insieme supportino notevolmente lo sviluppo, l’integrazione e l’apprendimento delle altre materie. Lungi dall’essere un occupazione e un privilegio di pochi, la musica incide concretamente sulla vita di tutti noi.

 

La ringrazio e invitiamo i nostri lettori a Cremona Musica per scoprire che cosa abbia in serbo Hal Leonard.

Vi aspettiamo con Fabbri, Cappellari e altri autori per scoprire le bellissime novità che presenteremo. Dall’ultimo album dei cantanti pop sulla cresta dell’onda, alle recenti uscite sulla didattica del canto, fino alla nuova edizione di Villa-Lobos, potremo stuzzicare la curiosità di chiunque!

 

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