Spotify e Believe, accordo sui remix con intelligenza artificiale: royalties agli artisti

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Illustrazione editoriale astratta di cuffie, onde sonore e tecnologia musicale AI

Spotify e Believe hanno annunciato il 20 ottobre 2026 un accordo di licenza per uno strumento dedicato a remix e cover realizzati con intelligenza artificiale. L’intesa coinvolgerà gli artisti e le etichette di Believe e TuneCore che sceglieranno di partecipare, con l’obiettivo di riconoscere compensi ai titolari dei diritti sulle registrazioni originali.

Come funzioneranno i remix AI su Spotify

Il nuovo strumento, ancora in preparazione, consentirà agli ascoltatori di reinterpretare brani esistenti attraverso remix e cover assistiti dall’AI. Non è concepito per generare composizioni interamente nuove: ogni creazione sarà collegata alla registrazione e all’artista d’origine. Gli ascolti dei remix produrranno royalties per artisti e aventi diritto coinvolti.

Secondo Spotify, la funzione dovrebbe essere proposta come componente aggiuntiva a pagamento per gli abbonati Premium. L’azienda non ha comunicato una data definitiva di lancio né il prezzo.

Consenso volontario e controllo degli artisti

Believe e TuneCore prevedono una procedura di adesione in due fasi. Gli artisti potranno prima esprimere la disponibilità a valutare programmi legati all’intelligenza artificiale e, successivamente, decidere specificamente se aderire allo strumento di Spotify. L’accordo si basa sui principi di consenso, controllo, compenso e trasparenza.

Per la discografia, il tema è significativo: i remix realizzati dai fan circolano già online, spesso senza licenze e senza ritorni economici per i creatori delle opere originali. L’iniziativa tenta di portare queste pratiche all’interno di un sistema autorizzato e remunerato.

Una nuova tappa nei rapporti fra piattaforme e industria musicale

L’intesa segue accordi già annunciati da Spotify per il medesimo progetto con Universal Music Group, Merlin e Kobalt. Il coinvolgimento di Believe amplia la partecipazione delle realtà indipendenti e degli artisti distribuiti tramite TuneCore.

Resta da verificare, al momento del lancio, come saranno calcolati e ripartiti i compensi e quale sarà l’effettiva diffusione della funzione tra gli utenti. L’annuncio riguarda un accordo di licenza, non la disponibilità immediata dello strumento.

Fonti

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