Tradizione, innovazione e talento. Una prospettiva su Cremona Musica Exhibitions and Festival con Roberto Prosseda, coordinatore artistico della manifestazione

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di Salvatore Sclafani

Pianista di fama internazionale, Roberto Prosseda suona regolarmente con alcune fra le più importanti orchestre al mondo, fra cui la London Philharmonic, la Moscow State Philharmonic, la Filarmonica della Scala e la Brussels Philharmonic. Si è esibito in qualità di solista sotto la direzione di artisti come Marc Albrecht, Riccardo Chailly e Juraj Valčuha.

Fra i suoi lavori discografici spiccano, per Decca, l’integrale della musica pianistica di Felix Mendelssohn (2005-2014) e l’incisione per Hyperion, nel 2012, di un disco contenente quattro brani per piano-pédalier e orchestra di Gounod, in prima assoluta. Inoltre, nel 2010, dodici incisioni di Prosseda sono state inserite dalla Deutsche Grammophon nel cofanetto Classic Gold.

Fondatore con la pianista Alessandra Ammara di MusicaFelix, centro di didattica, ricerca e produzione musicale, Roberto Prosseda è estremamente attento anche alla divulgazione di progetti artistici e culturali. Co-autore di tre documentari prodotti da Rai Educational, dedicati a Fryderyk Chopin, Franz Liszt e Felix Mendelssohn, è anche curatore di diversi cicli per Radio Vaticana e Radio3, autore di Guida all’ascolto della musica pianistica edito da Curci nel 2013 e co-fondatore e direttore artistico dell’associazione di volontariato Donatori di Musica.

Dal 2018, Prosseda è coordinatore artistico di Cremona Musica Exhibitions and Festival, manifestazione italiana di respiro internazionale e tra le più importanti al mondo. Dedicata agli strumenti musicali di artigianato di alta gamma, si svolge durante l’ultimo weekend di settembre. Non si tratta soltanto di una rassegna capace di richiamare espositori provenienti da tutto il mondo, ma anche di una vera e propria kermesse ricca di concerti, tavole rotonde, seminari, masterclass, presentazioni e mostre storiche.

La redazione di TGmusic.it ha raccontato l’edizione 2021 e ha voluto intervistare Roberto Prosseda per fare un bilancio di alcune fra le iniziative più originali del weekend dal 24 al 26 settembre.

 

Già prima dell’inizio della pandemia, attraverso alcuni progetti originali e innovativi (come nel 2012 l’inedito format di lezioni-concerto con il robot TeoTronico e nel 2014 il progetto multimediale Ghost Concert, nell’ambito di Piano City – Napoli), Lei ha mostrato un’apertura e un interesse verso la tecnologia a servizio della musica. Quali tra i numerosi e significativi eventi dell’edizione 2021 ci vuole segnalare? Qual è il valore aggiunto di tali esperienze?

Cremona Musica ha offerto delle giornate molto ricche, dense di concerti, tavole rotonde, presentazioni e premiazioni. Fra i vari eventi, alcuni hanno permesso di puntare l’attenzione verso le tecnologie più innovative, che possono aiutare a risolvere difficoltà concrete ed oggettive, capaci di avvicinare alla musica e favorire una più larga inclusione, a livelli diversi, nel farla.

Venerdì 24 settembre, ad esempio, sono stati presentati per la prima volta, in forma di performance pubblica, tre strumenti innovativi realizzati dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Milano, pensati per chi ha delle disabilità, e che consentono di suonare soltanto con gli occhi, senza utilizzare le mani. Si tratta di strumenti basati sui sensori e sul tracciamento oculari, e permettono di fare musica dal vivo tramite il movimento della testa.

Sabato 25 settembre è stato il momento di un altro esperimento particolarmente riuscito: il Remote In-Sync Concert. Da Cremona, ho suonato a distanza con mia moglie, la pianista Alessandra Ammara, che si trovava nella nostra accademia MusicaFelix, a Prato: abbiamo interpretato a quattro mani la Fantasia per pianoforte in Fa minore D. 940 di Franz Schubert, a quasi trecento chilometri l’uno dall’altro. Ho cominciato a sperimentare questo modo di fare musica d’insieme solo pochi giorni fa, ma sono rimasto impressionato da questa tecnologia sperimentale: non c’è stato alcun tipo di ritardo e abbiamo potuto intenderci come se ci fossimo esibiti nella stessa sala. Questo è stato possibile grazie a una tecnologia creata dall’azienda svedese Elk Audio, che fabbrica un hardware specifico, con un software proprietario che consente di trasferire il segnale audio senza latenza su una normale linea internet. In duo con Alessandra Ammara, ho usato una linea misto-rame: il risultato eccellente lascia dunque ben sperare sia per l’insegnamento che per l’organizzazione di prove cameristiche.

Domenica 26 settembre, invece, è stato il Disklavier Composer Contest a rappresentare l’innovazione, un concorso che valorizza la tecnologia legata al Yamaha Disklavier, il pianoforte che suona da sé: abbassa i tasti e i pedali autonomamente e riproduce in maniera precisissima le partiture digitali. I sei compositori finalisti hanno scritto altrettanti brani pensati per questo pianoforte, capace di realizzare cose impossibili per un pianista umano.

Le composizioni sono state interpretate “dal vivo”, direttamente dal pianoforte e senza pianista: una frontiera davvero estrema del pianismo.

Questi sono soltanto alcuni degli eventi che hanno arricchito le giornate di Cremona Musica, animate dall’intenzione di scoprire un modo nuovo di intendere e condividere la musica. Il nostro motto è “condivisione ed empatia”. La musica è un diritto di tutti, non soltanto intrattenimento, ma un modo di intensificare e migliorare i rapporti tra noi e gli altri. Ci aiuta ad ascoltarci reciprocamente e durante questo weekend, per l’appunto, siamo venuti ad ascoltare diversi grandi musicisti e a sancire nuove amicizie all’insegna della musica.

 

A proposito di grandi musicisti ospiti di Cremona Musica, il 24 settembre, in Sala Guarneri, Lei ha presentato il progetto Imperdibili insieme al pianista Maurizio Baglini. Può darci alcuni dettagli sulla sua genesi?

 Si tratta di un progetto ideato con Maurizio Baglini e Paolo Fazioli, fondatore dell’omonima azienda produttrice di pianoforti, al fine di premiare e offrire delle possibilità ai talenti veri che non trovano il successo attraverso la più canonica strada dei concorsi.

Nelle competizioni pianistiche, infatti, viene spesso premiato l’interprete più solido, quello che mette d’accordo tutti i professori delle giuria. Ma non si tratta sempre del pianista più interessante.

Abbiamo quindi voluto far conoscere quei giovani pianisti che consideriamo davvero validi, ma che non hanno voluto concentrarsi (o che non hanno avuto successo) sulla strada dei concorsi.

È stato il caso di due giovani musicisti che si sono esibiti alla Sala Guarneri, consacrata ai pianoforti Fazioli e che hanno dato prova di essere pronti per suonare anche in grandi sale.

Con il progetto Imperdibili, cerchiamo di dare agli interpreti meritevoli ciò che il concorso pianistico offrirebbe al vincitore, evitando così di passare obbligatoriamente da un percorso che, molto spesso, limita la libera espressione del talento. Succedeva anche a me: quando partecipavo ai concorsi, mi sentivo condizionato dalla presenza di una giuria ed evitavo, a volte, di suonare con troppa libertà, con il risultato di auto-inibirmi. Sicuramente, l’approccio più giusto e proficuo consiste nell’esibirsi in concerto senza l’ansia da competizione, suscitata anche dal confronto costante con altri concorrenti, e suonare per un pubblico aperto ad ascoltarci senza necessariamente giudicarci, pronto soprattutto a condividere musica con noi.

 

Quali responsabilità implica essere coordinatore artistico per Cremona Musica?

 Lavorare per queste manifestazioni è come far parte di una grande famiglia. Al di là del ruolo specifico svolto da tutti quelli che vi operano, dai numerosissimi collaboratori nei media, nella radio e nel giornalismo, alla produzione e a tutti i tecnici, queste sono kermesse in cui si fa davvero squadra.

Anche se ufficialmente ricopro un ruolo di coordinatore artistico, molto spesso ciò non esclude anche di risolvere questioni di ordine meramente pratico: portare un computer dove c’è bisogno, stampare uno spartito all’ultimo momento, dare un passaggio a un artista… E questa è anche una delle peculiarità di questo lavoro: mettersi a disposizione per realizzare qualcosa di bello e importante

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