di Marta Leung Kwing Chung
Venerdì 16 gennaio torna in diretta su Rai Radio3 dalla Sala A di Via Asiago a Roma la quinta edizione di “Voci in Barcaccia. Largo ai giovani!”, il concorso internazionale dedicato ai giovani cantanti lirici che negli ultimi anni si è affermato come uno degli appuntamenti più autorevoli e riconoscibili del servizio pubblico radiofonico. Una competizione, certo, ma anche un luogo di racconto e di immersione nel presente della lirica, dove le voci si mostrano nella loro verità, la radio le osserva con rispettoso rigore e il pubblico scopre quanto questo repertorio resti vivo e contemporaneo.
L’edizione 2026 conferma e rafforza il formato che ha decretato il successo delle precedenti stagioni: trentasei voci selezionate, provenienti da percorsi formativi e culturali diversi, chiamate a esibirsi in diretta nel corso di sei serate, sei cantanti per puntata. Un vero osservatorio sul talento lirico giovane che culmina nella finale al Teatro dell’Opera di Roma, evento gratuito aperto al pubblico con orchestra, che suggella una collaborazione virtuosa tra servizio pubblico e istituzione culturale.
Per la serata inaugurale, la giuria riunisce sguardo istituzionale e esperienza internazionale: Fulvio Macciardi, Sovrintendente del Teatro di San Carlo di Napoli e Presidente ANFOLS; la pianista concertista Mariangela Vacatello, direttrice artistica del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano; il tenore Saimir Pirgu, tra le voci più acclamate della scena lirica mondiale. Nella doppia veste di conduttore e giurato Enrico Stinchelli, voce storica di Radio3 e riferimento per il racconto operistico. Ospite della serata sarà Erica Mou, cantautrice tra le più sensibili del panorama italiano contemporaneo: la sua presenza ribadisce la vocazione del format a essere un luogo di incontro tra generi e linguaggi diversi, un ponte generazionale tra chi vive l’opera e chi la scopre magari per la prima volta.
Un dato significativo è che le prime quattro edizioni di Voci in Barcaccia sono state vinte da quattro giovani soprani, «quattro voci femminili e italiane», come sottolinea Roberta Vespa, curatrice e regista del programma. La loro modernità non sta in un’etichetta generazionale, ma nell’internazionalità della loro professionalità e in una presenza scenica impeccabile, costruita tra conservatori d’eccellenza, produzioni all’estero e palcoscenici di alto profilo. Parliamo di Maria Novella Malfatti, Ilaria Sicignano, Ilaria Monteverdi e Mariam Suleiman, quattro interpreti che incarnano un’idea di cantante lirica preparata, competitiva, mobile, capace di confrontarsi con programmi per giovani artisti e contesti internazionali. Questo podio è il segno di una straordinaria preparazione e competitività delle giovani voci femminili, ma mette anche in luce la necessità di incoraggiare l’iscrizione di un numero maggiore di voci maschili e di voci femminili più gravi. In quest’ottica l’organizzazione ha scelto di innalzare il limite d’età del bando, per favorire una partecipazione più ampia dei cantanti uomini, consapevole che la loro maturazione vocale è spesso tardiva rispetto a quella femminile, e per valorizzare anche mezzosoprani e contralti, voci rare e preziose. L’obiettivo è arrivare a una finale ancora più equilibrata in termini di registri vocali e, chissà, dare proprio quest’anno un’occasione importante a una voce grave.
Una delle peculiarità del concorso è l’attenzione concreta ai bisogni artistici dei giovani interpreti. Sala, riprese e audio sono curati con standard professionali elevati, offrendo ai concorrenti un materiale che va oltre l’esperienza della gara. «Per i concorrenti significa uscire non solo con una prova artistica, ma con una documentazione audiovisiva in alta qualità, elemento oggi preziosissimo per audizioni, selezioni e contatti con teatri, agenzie e realtà musicali internazionali» osserva la curatrice Vespa ed è un dettaglio tutt’altro che secondario nel mercato lirico contemporaneo, sempre più attento alla qualità, all’immagine e alla verificabilità del lavoro scenico.
«La prima edizione del format è stata inserita nella short list dei migliori format di divulgazione musicale in Europa, un unicum rispetto a molte radio internazionali. In cinque anni è cresciuto di livello e di visibilità in maniera significativa.» Il risultato è che molti degli artisti ascoltati nelle finali, oltre ai vincitori, sono stati notati e hanno poi iniziato brillanti carriere, o hanno proseguito percorsi professionali già di alto livello arricchendoli con miglioramenti significativi.
Voci in barcaccia: un concorso lirico che dimostra aver compreso che i tempi richiedono visibilità, partnership, contaminazioni intelligenti e sottolinea l’importanza di una filiera meritocratica tra servizio pubblico, teatri e realtà formative. Lucidità, cura e visione offrono al pubblico l’occasione di scoprire le voci che abiteranno i teatri di domani e ai giovani cantanti un banco di prova che ha un valore reale nelle loro carriere.
L’opera continua a parlare al futuro.
Largo ai giovani!.

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