Xenon Saxophone Quartet – Dedicated To

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di Ruben Marzà

Lo xeno (Xe, numero atomico 54, dal greco ξένος, “straniero”) è il meno inerte dei gas nobili, ossia quello maggiormente capace di inserirsi in composti stabili. Sia l’etimologia greca che la particolare caratteristica dell’elemento chimico ben si legano all’idea di un ensemble aperto e versatile, capace di assumere forme diverse a contatto con differenti alterità, pur nella coerenza di un progetto qualitativamente omogeneo. La stessa lettera X riesce, con estrema efficacia grafica, a sintetizzare il convergere di quattro individualità in un’unità artistica – l’anima di qualunque realtà cameristica.

Giovane quartetto tra i più interessanti del panorama internazionale, lo Xenon Saxophone Quartet (Lukas Stappenbeck al soprano, Anže Rupnik al contralto, Álvaro Arias al tenore e Benjamin Reichel al baritono) nasce nel 2010 a Colonia, nella prestigiosa classe del sassofonista canadese Daniel Gauthier. Dopo premi ed esibizioni in tutta Europa, Dedicated To rappresenta il loro esordio discografico, un itinerario attraverso due secoli e mezzo di musica seguendo il fil rouge (intuibile già dal titolo) della dedica, delle composizioni scritte espressamente per un committente o per un artista di riferimento.

Nel caso della Holberg Suite di Edvard Grieg (composta nel 1884), l’occasione furono i 200 anni dalla nascita dell’umanista e drammaturgo danese Ludvig Holberg. Già il sottotitolo, Suite in stile antico, rivela come l’omaggio sia non solo a un’importante figura letteraria, ma anche e soprattutto a un mondo musicale passato, capace tuttavia di rivivere tramite il filtro della memoria e della cultura. Basata su danze tipiche del Settecento, la suite si apre con un energico Preludio in Allegro vivace, tutto giocato su staccati ribattuti e dialoghi tra soprano e baritono; seguono un’elegante Sarabanda e una Gavotta. Un’Aria in tempo di Andante religioso, quasi una preghiera, precede il Rigaudon finale, briosa danza provenzale.

Lo staccato ribattuto domina anche il Saxophone Quartet del compositore austriaco Georg Friedrich Haas; ma qui il gioco sta nell’illusione timbrica degli unisoni, che progressivamente si apre in cluster dissonanti. Il brano, la cui scrittura nel 2014 ha coinvolto sin dall’inizio gli Xenon, fa ampio uso di microtoni, posizioni alternative, armonici e multifonici (particolarmente efficaci quelli profondi e laceranti di tenore e baritono): un’esplorazione ardita delle possibilità sonore del quartetto, ben costruita sulle sue notevoli capacità tecniche ed espressive.

Un nuovo, coraggioso salto, temporale e stilistico, ci riporta al classicismo, con il primo dei cosiddetti quartetti prussiani di Mozart, scritti tra il 1789 e il 1790 e dedicati al re di Prussia Federico Guglielmo II, violoncellista; non a caso, proprio quest’ultimo strumento vi ricopre spesso un ruolo di primo piano. Il quartetto, in quattro movimenti, è opera di grande eleganza e misura, caratteristiche ben evidenziate dall’interpretazione degli Xenon.

Esattamente cento anni dopo, Giacomo Puccini dedicava all’amico Amedeo di Savoia, da poco scomparso, Crisantemi, commovente pagina appartenente alla sua esigua produzione cameristica. Scritto (pare) in una sola notte, è un brano funebre ma intensamente lirico, che gli Xenon approcciano con direzione e movimento (forse per evitare che la naturale tragicità del pezzo si tramutasse in inerzia e stasi), ma anche con notevole bravura e delicatezza.

Il disco si chiude, coraggiosamente, con un ritorno al contemporaneo: Viridian Vestiges (letteralmente “residui di blu e verde”), scritto per gli Xenon dal giovane compositore franco-colombiano Daniel Alvarado Bonilla, costituisce un sottile ed enigmatico omaggio al celebre Blue in green di Miles Davis. Brano, questo, che fa capolino grazie a frammenti melodici che guizzano improvvisamente da un magma sonoro cangiante, ricco di effetti, soffi e multifonici, per poi reimmergersi in esso. Il viaggio termina con un pianissimo del soprano, lontano e aperto a qualunque possibile.

Un esordio decisamente convincente per lo Xenon Saxophone Quartet, sempre a proprio agio in una scaletta ricchissima e molto diversificata: tecnica impeccabile, belli i singoli timbri, ed equilibrato l’insieme. Attendiamo con fiducia e curiosità nuove proposte – perché no, magari esplorando ancora la peculiare dimensione della musica dedicated to

 

Xenon Saxophone Quartet – Dedicated To – 2021, GWK Record

 

Lukas Stappenbeck – sax soprano

Anže Rupnik– sax contralto

Álvaro Arias – sax tenore

Benjamin Reichel – sax baritono

 

Edvard Grieg – Holberg Suite

Georg Friedrich Haas – Saxophone Quartet

Wolfgang Amadeus Mozart – Quartetto per archi no. 21 in Re maggiore K 575

Giacomo Puccini – Crisantemi

Daniel Alvarado Bonilla – Viridian Vestiges

 

 

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