Atlantic Requiem, prima mondiale a Londra: David Önaç dà voce alla memoria della tratta atlantica

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Illustrazione editoriale del concerto Atlantic Requiem

La memoria delle vittime della tratta transatlantica degli africani diventa materia musicale in Atlantic Requiem, nuova composizione di David Önaç presentata in prima mondiale domenica 11 ottobre 2026 alla LSO St Luke’s di Londra. A eseguire il lavoro sono la London Symphony Orchestra e i BBC Singers, diretti da Malcolm J Merriweather.

Una partitura nata da documenti storici

Commissionata dall’organizzazione culturale Culture& in collaborazione con Johns Hopkins University e Lloyd’s of London, l’opera nasce da ricerche sul ruolo storico del mercato assicurativo londinese nella tratta degli esseri umani ridotti in schiavitù. La partitura mette in dialogo testi liturgici, materiali d’archivio e testimonianze storiche.

Önaç combina scrittura classica contemporanea con suggestioni provenienti da spiritual, jazz e gospel. Il risultato è un Requiem che intende ricordare le vite spezzate e interrogare la relazione tra memoria, responsabilità e linguaggio artistico.

London Symphony Orchestra e BBC Singers

La prima mondiale è prevista in due esecuzioni l’11 ottobre, alle 16 e alle 17.45. Accanto alla London Symphony Orchestra e ai BBC Singers partecipano la soprano Brittany Renee, il mezzosoprano J’Nai Bridges e il tenore Orson Van Gay II.

Malcolm J Merriweather ha assunto la direzione in sostituzione di Anthony Parnther, costretto a rinunciare per motivi di salute, come comunicato dalla stessa LSO il 5 ottobre. È una modifica importante rispetto agli annunci iniziali del concerto.

Il significato culturale di Atlantic Requiem

Il progetto nasce anche dal confronto pubblico con il coinvolgimento storico di Lloyd’s of London nelle assicurazioni legate alla tratta. In questo contesto la musica assume il ruolo di spazio di commemorazione e riflessione, senza ridurre una vicenda storica complessa a semplice illustrazione sonora.

Fonti

London Symphony Orchestra, programma ufficiale e aggiornamento sul direttore; The Guardian, 11 ottobre 2026.

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