Il Metropolitan Opera di New York si prepara a un appuntamento storico: il 19 ottobre 2026 debutterà in prima mondiale Lincoln in the Bardo, nuova opera della compositrice statunitense Missy Mazzoli su libretto di Royce Vavrek. È la prima volta che una donna firma una prima mondiale operistica al Met, un passaggio significativo nella storia del teatro.
Dal romanzo di George Saunders al palcoscenico
L’opera nasce dall’omonimo romanzo di George Saunders, vincitore del Booker Prize. Al centro del racconto c’è Abraham Lincoln, segnato dalla morte del figlio undicenne Willie nel 1862. Il dolore del presidente si intreccia con un universo sospeso tra vita e morte, popolato da spiriti che faticano ad abbandonare la propria condizione.
La trasposizione operistica mette in relazione la dimensione intima del lutto con una scrittura teatrale corale e visionaria. Mazzoli e Vavrek, collaboratori di lunga data, affrontano così un materiale letterario in cui memoria, perdita e desiderio di liberazione convivono con elementi surreali.
Yannick Nézet-Séguin sul podio
La direzione musicale è affidata a Yannick Nézet-Séguin, mentre la regia porta la firma di Lileana Blain-Cruz. Peter Mattei interpreta Abraham Lincoln; nel cast figurano anche Christine Goerke, Stephanie Blythe, Janai Brugger, Anthony Roth Costanzo e Ryan McKinny.
La produzione promette una dimensione scenica fortemente immaginifica, tra apparizioni, elementi visivi e un articolato lavoro d’insieme. Dopo la prima del 19 ottobre, sono previste ulteriori recite fino al 14 novembre 2026.
Un passaggio storico per l’opera contemporanea
Il debutto di Lincoln in the Bardo assume un rilievo che va oltre la singola produzione: porta sul principale palcoscenico lirico statunitense una nuova creazione affidata a una compositrice e ribadisce l’attenzione del Metropolitan Opera verso il repertorio del nostro tempo. La sfida sarà trasformare un romanzo dalla struttura complessa in un’esperienza musicale capace di parlare al pubblico contemporaneo.
Fonti: Metropolitan Opera, scheda ufficiale della produzione; Metropolitan Opera, comunicato stampa del 25 settembre 2026.

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