di Ruben Marzá
Una prospettiva inedita, ironica e tagliente su un gigante della storia della musica, visto attraverso gli occhi di una figura femminile insieme storica e modernissima, per un viaggio immaginario tra Londra, Roma e la Germania.
Sabato 20 dicembre è andato in scena a Lucca lo spettacolo-concerto La Dama in Porpora – Lettere di viaggio per una signora, originale e personalissima celebrazione del 340° anniversario della nascita di Georg Friedrich Händel. L’evento, inserito nella programmazione dell’APS Laboratorio Brunier, grazie all’idea e alla regia di Andrea Benedetti nella cornice del CRED – Centro Risorde Educazione Didattica.
«Non è la prima volta che l’APS Laboratorio Brunier dàspazio al giovane e geniale compositore», racconta Maria Bruno, presidente di Laboratorio Brunier, «già lo scorso anno abbiamo rappresentato il suo spettacolo Un tuffo nel Fa Fa, singolare pièce che descriveva un viaggio visionario attraverso gli stili artistici,dal Dadaismo alla Pop-Art». In questo caso, lo sguardo irriverente di Benedetti, compositore di Montecatini Terme (Pistoia), si è posato su Händel e sul grande soprano Vittoria Tarquini (1670–1746), figura reale del tempo interpretata da Loredana Bruno, alla quale è stato cucito addosso un monologo originale e un meraviglioso costume color porpora del 1700, realizzato dal costumista Franco Nieri; ma lo sguardo alle figure storiche si tramuta, di fatto, in un grande omaggio all’opulenza barocca, tema particolarmente caro al compositore.
«Da quando sono piccolo mi sono accorto di essere circondato da donne», ricorda Benedetti nel delineare la nascita del progetto, «ho conosciuto più di un’intera famiglia sorta a mo’ di gineceo: le donne sanno essere incredibili nel raccontare episodi di vita vissuta, spesso pieni di aneddoti magari inutili, ma che danno sale e corpo alle parole». Nasce così l’idea di regalare nuova profondità e spessore a una figura, quella di Händel, tutto sommato ancora misteriosa, utilizzando anche il medium del porpora, «un colore meraviglioso che non è né rosso né viola, un po’ come il carattere di Vittoria, un carattere forte, ma anche specchio della propria solitudine».
Lo spettacolo è andato in scena di fronte a un pubblico numeroso e attento, rapito dalla performance attoriali di Andrea Benedetti, Loredana Bruno e Zlata Shatunova, oltre che dall’esecuzione musicale, affidata alle voci della stessa Maria Bruno e di Maria Teresa Becci e al pianoforte di Petr Yanchuk, e dal prezioso lavoro alle luci di Duccio Nieri.
I prossimi appuntamenti vedono l’APS Laboratorio Brunierimpegnata nei festeggiamenti per un nuovo anniversario, il centenario della rappresentazione della Turandot di Giacomo Puccini, che vedrà anche un ampio coinvolgimento dei giovani del territorio.
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